Matteo Renzi: la mia ricetta per il Sud (da www.corrieredelmezzogiorno.corriere.it)

«Meno tasse, più opportunità e spazio al merito»

di MATTEO RENZI

Matteo Renzi visto da Daniela PergreffiMatteo Renzi visto da Daniela Pergreffi

A tutti, ho sempre risposto alla stessa maniera. Io non vedo né una questione meridionale, né una questione settentrionale. Vedo un Paese che, nel suo insieme, deve confrontarsi con problemi che hanno caratteristiche e intensità differenti, nelle diverse aree, ma che hanno una radice comune e devono essere affrontati insieme.

Il ricambio della classe dirigente e la rottamazione dei privilegi, il lavoro e il potere d’acquisto delle famiglie, la qualità della pubblica amministrazione e la riforma del welfare, l’innovazione e la legalità: tutte le questioni che abbiamo messo al centro del nostro programma (trovate i dettagli su http://www.matteorenzi.it) sono questioni che richiedono scelte chiare a livello nazionale. Poi è chiaro che ogni contesto deve essere governato al livello più vicino possibile ai cittadini, valorizzando il ruolo dei sindaci, che sono i veri «tecnici»: quelli che conoscono la vita e i problemi delle persone, non le statistiche dei ministeri. Oggi più che mai, il destino del Sud è nelle sue mani: non nascerà dai fondi strutturali, non nascerà dalla benevolenza di Roma, non nascerà dalla capacità dei politici tradizionali di acquisire benemerenze e fondi. Il futuro del Sud o nasce nel Sud stesso, o non nasce.

Il Mezzogiorno ha i numeri giusti per creare sviluppo. C’è ancora tanta voglia di benessere. Però ci vuole una rivoluzione. Occorre industrializzare le tipicità del Sud, estrarre dalle sue identità territoriali prodotti che conquistino il mondo; occorre sostituire all’accoppiata alta tassazione delle imprese e incentivi per pochi, l’altra accoppiata che abolisca i privilegi di pochi e dia opportunità a tutti. C’è un Sud che funziona. Ci sono imprese che producono ricchezza e non debito pubblico. Ci sono enti locali che sono ben amministrati. Ci sono esperienze virtuose che smentiscono ogni giorno l’indistinto pregiudizio che tende ad avvolgere il Mezzogiorno. Noi non partiamo dall’ennesimo programma astratto: il Sud è meglio di come ce lo raccontano. Facciamo spazio al Mezzogiorno che ha voglia di scommettere su se stesso. Immaginare un futuro prospero per l’Italia, con il Sud-patria separata non è concepibile. Il merito, l’orgoglio e la bellezza di un Paese che vive del suo talento e del suo lavoro sono la soluzione insieme per l’Italia e per il Mezzogiorno.

26 settembre 2012

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