Con Renzi gli imprenditori veneti voterebbero Pd per la prima volta? (da www.linkiesta.it)

Voglio raccontare agli amici del mio blog una giornata particolare, quella di sabato, passata a Monastier (Treviso) dove il ministro Fornero inaugurava il nuovo bellissimo stabilimento della Texa, realtà che in soli vent’anni è diventata leader mondiale nel settore della progettazione e costruzione di strumenti di diagnosi elettronica per veicoli.

La Texa è una idea nata negli anni ottanta dall’intuzione di un concessionario di automobili  – personaggio straordinario che dovrebbe essere Cavaliere del Lavoro al posto di tanti altri – che aveva cominciato a costruire strumenti artigianali per diagnosticare e riparare i problemi delle vetture che vendeva perchè gli strumenti allora forniti dalle case ufficiali erano in fatti poco efficaci e difficili da usare. La notizia della capacità di questi prodotti si diffuse ben presto tra le officine della zona e oggi, vent’anni dopo, Texa è una multinazionale tascabile. Insomma una bellissima storia imprenditoriale, come per fortuna ce ne sono tante in Italia. 

All’inaugurazione c’erano 500 persone dai dipendenti, a molte autorità e mondo imprenditoriale veneto ed Elsa Fornero ha fatto un discorso un pò da professoressa ma toccando tanti temi per me identitari; lo ammetto a me il ministro Fornero piace molto, specie come intellettuale.

Reazioni della sala al discorso del ministro Fornero? Medie nel senso rispetto, ma non passione. Cosa piace? Che é una persona seria e che sta con Monti che é una persona seria e rispettata. Cosa non piace? Che fa parte di un Governo che ha fatto poco per tagliare i costi della politica e della macchina dello Stato e che ha mollato alle pressioni dei partiti, di Confindustria e dei sindacati sulla riforma del lavoro, peggiorandola.

Fino a qui per chi frequanta il nord produttivo nulla di nuovo, credo, come nulla di nuovo il totale distacco dall’esperienza Berlusconi. Con una capacità tutta italiana sembrava già trapassato remoto; sembrava di evocare un vecchissimo zio scomparso in guerra di cui non ci si ricorda nemmeno bene la faccia.

Quello che mi ha stupito, invece, è come sia considerato un’opzione percorribile Matteo Renzi. I presenti – un buono spaccato di nord est tutto sottommato – al suo nome reagivano con attenzione dichiarando che se ci fosse Renzi potrebbero – fosse più chiaro che ha una squadra affidabile – votare per lui anche recandosi alle primarie nel caso. Un cambiamento epocale per chi conosce il Veneto e sa come sia diffidente verso tutto quello che è “foresto” (mitizzando in questo modo – a mio avviso – un po’ la loro storia recente pre boom che vedeva un Veneto – complessivamente – povero ed arretrato culturalmente). 

Insomma dal Veneto profondo due spunti. Al Governo di non guardare più in faccia nessuno contro gli sprechi  e a Renzi di andare avanti nella sua battaglia culturale. Impresa, rischio, concorrenza, merito, ruolo della formazione, revisione del ruolo dello Stato sono i temi di fondo del Governo Monti. Gli imprenditori e i professionisti veneti – ormai globali – dicono che Governo Monti e Renzi “think alike” molto di più delle ammucchiate con idee – nel concreto – diverse su tutto…

twitter @actavecchio

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