Viterbo si è scaldata per Matteo Renzi Gran pienone alle Terme Salus (da www.ilmessaggero.it)

Avviso di sfratto per Fioroni e Sposetti. Presenti molti politici e non soltanto del suo partito

Renzi al meeting
di Giuseppe Ferlicca

 

VITERBO – Tutti alla corte di Matteo Renzi, Viterbo è pronta per rottamare. Il sindaco di Firenze e candidato più insidioso per Bersani alle primarie Pd arriva di domenica sera sul tardi, quasi le 22, a bordo del suo camper e ad attenderlo c’è una folla che riempie la sala congressi delle Terme Salus. Almeno seicento persone, per la gioia dei suoi colleghi di partito viterbesi, Ugo Sposetti e Giuseppe Fioroni che Renzi è pronto a rottamare in caso di vittoria.

Molti curiosi, ma non le solite facce che incontri alle riunioni di partito, anche se i politici non mancano. In prima fila Alessandro Mazzoli, ex presidente della Provincia prende appunti. Si segna quello che dice Renzi o è annoiato e cerca un modo per distrarsi? Accanto, il segretario provinciale Pd, il bersaniano Andrea Egidi. Ascolta e incassa. Bernardino Porciani, consigliere Pdl, è tra i presenti. Si vede pure Giovanni Bartoletti, da ex assessore all’Aeroporto forse è in cerca di un nuovo scalo. 

La forza del rottamatore attira un altro ex assessore, stavolta provinciale, Stefano Di Meo e consorte e l’ex segretario Pd Angelo Allegrini, poi consiglieri comunali da Sergio Insogna a Fabrizio Fersini, con un nutrino numero di sindaci della Tuscia: Marta, Caprarola e Canepina con l’attuale e l’ex. Più tutti quelli nascosti tra la folla in cui c’erano pure imprenditori e sindacalisti. A presentare Matteo Renzi ci pensa Francesco Serra, consigliere comunale Pd che, con Sandro Mancinelli, ha dato vita al comitato per il referendum.

Matteo Renzi non delude le aspettative. Il suo comizio è rodato: filmati, slide, spezzoni di film e l’imitazione di Crozza. Al pubblico piace questo politico che racconta il suo programma da premier. Ugo Sposetti lo vede più come scout che come politico e uno come Giuseppe Fioroni, altro scout, non ha un giudizio migliore. Renzi non se ne cura.
«Tutti quelli che sono stati in Parlamento quindici anni – dice Renzi – sono da cambiare, non c’è dubbio. Da quanti anni loro sono lì?». La risposta la conosce e se vince, per i due parlamentari viterbesi, addio candidatura. Lo apprezzano più fuori che dentro il Pd, ma poco importa: «Credo che non ci sia niente da dire contro gli altri. La sala piena di Viterbo è la migliore risposta – sottolinea – per chi crede nella bellezza della politica e delle primarie. Agli insulti e alle denigrazioni rispondiamo con le idee e progetti e alle polemiche con un sorriso». Poi segnare una linea di demarcazione tra lui e il suo segretario Bersani, principale rivale alle primarie.

«Lo ringrazio per essersi messo in gioco – spiega Renzi – ma il mio programma sta sul mio sito, quando trovate quello di Bersani provate a vedere le differenze». Non sarà lui a sfasciare il centrosinistra: «D’Alema dice che se vinco finisce il centrosinistra. Io dico che se vinciamo noi il centrosinistra non finisce, al massimo finisce la carriera parlamentare di D’Alema».

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