CAMBIANO LE REGOLE DELLE PRIMARIE DEL PD. RENZI SI RIBELLA: “SONO FINTE” (da www.you-ng.it)

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Scritto da    Giovedì, 04 Ottobre 2012

 

“No a cambi di regole in corsa per le primarie del centrosinistra, con l’inserimento delballottaggio” chiedeva Matteo Renzi nei mesi scorsi e, come molti si aspettavano, ieri sono state annunciate le novità per le votazioni alle primarie. Le nuove regole, che saranno sottoposte alla votazione di sabato, includono: doppio turno, albo degli elettori e patto di coalizione.

“Non capisco perché non vadano bene le regole del passato quelle che andavano bene quando hanno vinto Prodi, Veltroni, Bersani“, scrive ieri sera il sindaco di Firenze nella sua newsletter. “Mi pare un errore – ha aggiunto Renzi – inserire il ballottaggio (alle primarie chi arriva primo vince. Non è che dopo aver vinto, poi, c’è la gara di ritorno). Mi pare un errore grave immaginare un ballottaggio in cui possa votare solo chi ha votato al primo turno (e se la prima domenica ti ammali?). Mi pare un errore cercare di restringere la partecipazione:in tutto il mondo la sinistra allarga il campo della partecipazione e la destra restringe”.

Matteo Renzi ha annunciato, come previsto nei giorni scorsi, che non parteciperà all’assemblea nazionale del PD in programma sabato: “Non faccio parte dell’assemblea nazionale del PD e non voglio dare motivi di ulteriore divisione: Bersani ha detto che farà di tutto per fare primarie aperte, libere e democratiche. Non so se il segretario ha ancora la maggioranza degli elettori del centrosinistra: questo lo diranno le primarie. Ma il segretario ha sicuramente la maggioranza dei membri dell’assemblea: tocca a lui dimostrarsi di parola, come io mi auguro. Da parte mia rinuncio alle polemiche e aspetto di capire cosa verrà fuori. Continuando a coltivare la speranza che prevalga la saggezza e non si cambino le regole in corsa”. “Il coraggio è contagioso. Se uno non ha paura di andare controvento,controcorrente, contro la pigrizia, gli altri si lasciano contagiare volentieri. E a quel punto l’onda non si ferma. Ecco perché chiedo a chi ci crede di non lasciar sfiorire questa possibilità. Stiamo mettendo in moto un noi, non un insieme di io”.

Oggi, il sindaco di Firenze è stato intervistato, sul tema delle primarie, dal quotidiano “L’Unità”: ”Non capisco per quale motivo il PD deve aver paura di primarie libere e aperte. Al di là dei voti ai singoli nomi in corsa, su una cosa i sondaggi sono unanimi: il PD sta crescendo. E sale grazie al confronto che s’è aperto con le primarie. Adesso invece le vogliono fare finte”. “Tutto questo è un boomerang – ha dichiarato Renzi – e Bersani non lo può permettere. L’albo pubblico suona stravagante, la stessa organizzazione di partito che non ha ancora reso pubblici i votanti delle scorse primarie, ora vuole rendere pubblici quelli che voteranno alle prossime, ma se non ci sono problemi di privacy per me nulla osta”. Quanto al certificato di elettore del centrosinistra, che tanto potrebbe incidere sulla vittoria diRenzi, il primo cittadino fiorentino dichiara: “è inaccettabile arrivare a dover ritirare una tessera, mentre è allucinante un doppio turno in cui può votare solo chi ha votato al primo. Un clamoroso autogol. Sarebbe strano se alle primarie del centrosinistra si consentisse di correre a Tabacci e non al sindaco PD di Firenze, tra l’altro ci stanno regalando la possibilità di fare le vittime”. “Se gli elettori premiano un candidato diverso da quello che è D’Alema o chi per lui immaginano, non è che finisce il centrosinistra”.

A parlare delle nuove regole delle primarie è stato anche Walter Veltroni: “Per la mia posizione e il mi ruolo sono preoccupato della tenuta del PD, che non si spacchi e per questo più che schierarmi mantengo come Prodi una posizione di riserbo. Se Renzi tira dalla sua parte e i giovani turchi dalla loro c’è rischio di tensioni identitarie, di ritorni alle origini pericolose. Per questo, più che discutere quale maglietta indossare, preferisco pensare al futuro del partito”.

Reazione incomprensibile quella di Matteo Renzi” secondo il responsabile economico del PD Stefano Fassina che, intervistato da “La Repubblica”: “Lui dovrebbe sentirsi tutelato dalle nuove regole al vaglio per le primarie. L’albo degli elettori è una precisazione, perché abbiamo una lunga esperienza di primarie e ci sono stati i casi di Napoli, di Palermo, di Lecce, e cioè il rischio di inquinamento. Vogliamo solo precisare regole di garanzia. Per me è giusto che al secondo turno delle primarie possa votare solo chi ha votato al primo, perché non stiamo andando a selezionare chi fa l’amministratore del condominio, ma chi si candida alla presidenza del Consiglio”. “Il PD – osserva ancora Fassina – cede sovranità nel momento in cui fa le primarie aperte, e a questo deve corrispondere una assunzione di responsabilità da parte di chi vota. Chi sostiene il centrosinistra lo faccia in modo trasparente”.

“Così come sono state anticipate, le nuove regole per partecipare alle primarie che verranno messe ai voti dell’Assemblea nazionale del PD non tagliano fuori nessuno, tanto meno Renzi” sostiene Pippo Civatiospite questa mattina a “Omnibus” su La7. Secondo il consigliere regionale del PD, infatti, “l’albo pubblico non rappresenta un problema, l’importante è che non si debba andar a fare una registrazione nei giorni prima per poter partecipare alla Primarie: questa è la vera questione che penalizzerebbe Renzi e tutti gli elettori, perché vorrebbe dire andare due volte a votare il proprio candidato”.

Sul tema era intervenuto ieri sera anche il segretario del PD Pier Luigi Bersani: “Come candidato ma anche come segretario del PD mi aspetto da tutti i democratici che intendono impegnarsi nelle primarie il riconoscimento e il rispetto per il lavoro programmatico svolto dal partito. Questo è un patrimonio che sarà essenziale per arrivare ad avere un quadro di riferimento unitario insieme alle altre forze politiche della coalizione, anche grazie al contributo della nostra Carta d’Intenti. Sarà poi il candidato premier scelto con le primarie a organizzare in modo più specifico, in questo quadro generale, il programma di governo con il quale i progressisti si proporranno alla guida del Paese nelle prossime elezioni politiche”. “Leprimarie – conclude Bersani – non sono una sfida tra noi, ma il contributo coraggioso dei progressisti che si mettono in gioco apertamente per riavvicinare i cittadini alla politica, per parlare di Italia, per aprire tutti insieme una nuova stagione per il nostro Paese”.

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