Primarie “col trucco”. Così il Pd spera di affondare Renzi (da www.dirittodicritica.com)

Scritto da  il 4 ottobre 2012 in Politica

Il Partito democratico tenta la zampata finale per bloccare l’avanzata inesorabile di Renzi, dato al 70% nei sondaggi interni riservati del Pd, e cambia le regole delle primarie (se mai ci saranno): ogni elettore, secondo quanto in approvazione sabato, verrà iscritto all’albo degli elettori e dovrà sottoscrivere una dichiarazione di “sostegno al centrosinistra” che sarà resa pubblica per nome e cognome. Un qualcosa da orticaria perfino per i piddiellini che sperano in un Renzi all’opposizione. Ma non è tutto. Le primarie, infatti, saranno a doppio turno e in seconda battuta potranno votare solo quanti si saranno recati alle urne “democratiche” la prima volta. Un cappio e una catena attorno ai buoni propositi del Pdl che più volte ha affermato di apprezzare il sindaco di Firenze (con un endorsment dello stesso Berlusconi). Il tutto con una modifica transitoria allo statuto del partito. Come dire: è tutto alla luce del sole.

Mentre, dunque, il Partito democratico pare dimenticare il principio secondo cui un buon partito deve fare di tutto per convincere gli indecisi e i delusi altrui (senza marchiarli subito con la targhetta di “sostenitore del centrosinistra”, che fine ha fatto la segretezza del voto?), Matteo Renzi punta i piedi e non ci sta. Rimesta nel calderone delle memorie targate Piddì e sottolinea come in passato regole così stringenti non ci fossero. E ha ragione. ”Non capisco perché non vadano bene le regole del passato quelle che andavano bene quando hanno vinto Prodi, Veltroni, Bersani”. Non fa una piega.

Il rottamatore per eccellenza ha poi sottolineato di non far parte ”dell’assemblea nazionale del Pd. E non voglio dare motivi di ulteriore divisione: Bersani ha detto che farà di tutto per fare primarie aperte, libere e democratiche. Non so se il segretario ha ancora la maggioranza degli elettori del centrosinistra: questo lo diranno le primarie. Ma il segretario ha sicuramente la maggioranza dei membri dell’assemblea: tocca a lui dimostrarsi di parola, come io mi auguro”. E la speranza, si sa, è l’ultima a morire.

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