Primarie, l’appello di Renzi a Bersani “Regole assurde, le fermi” (da www.repubblica.it)

Il sindaco di Firenze: “Se vogliono farle finte, lo dicano”. “Deve prevalere la ragione”. Il leader del Pd: “Non è una sfida tra noi, ma il tentativo di riavvicinare i cittadini alla politica”. Di Pietro. “Se fossero primarie di coalizione vi parteciperemmo”

ROMA – Non si ferma la discussione all’interno del Pd sulle primarie. Questa mattina, dalle pagine dell’Unità, il sindaco di Firenze Matteo Renzi lancia un appello al segretario Pierluigi Bersani. “Non capisco perché il Pd debba aver paura di primarie aperte e libere – spiega Renzi – Se il cambiamento delle regole è una mossa dettata dalla paura, allora è meglio che non facciano le primarie. Se vogliono farle finte, lo dicano”. Quindi definisce “assurde” le norme sulle primarie e auspica che Bersani “intervenga e faccia prevalere la ragione”. Parla della necessità di raggiungere un accordo anche Walter Veltroni, che ha chiesto a Bersani e a Renzi di parlarsi e trovare un’intesa.

Renzi. Il sindaco di Firenze contesta la bozza con le regole della competizione 1 che incoronerà il candidato premier e che prevede l’albo degli elettori, il doppio turno e il patto di coalizione. In merito al primo punto, spiega, “suona stravagante che la stessa organizzazione di partito che non ha ancora reso pubblici i votanti delle scorse primarie voglia oggi rendere pubblici quelli che voteranno alle prossime, ma se non ci sono problemi di privacy per me nulla osta”, dice Renzi. Poi contesta il certificato di elettore del centrosinistra e definisce “inaccettabile arrivare a dover ritirare una tessera” e “allucinante un doppio turno in cui può votare solo chi ha votato al primo”. “Sarebbe strano se alle primarie del centrosinistra si consentisse di correre a Tabacci e non al sindaco Pd di Firenze – osserva – Tra l’altro ci stanno regalando la possibilità di fare le vittime”.

Di Pietro. Sul nodo primarie interviene anche il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro. “Noi crediamo nelle primarie di coalizione e di programma, non in quelle che portano a una resa di conti in un partito. Se fossero primarie di coalizione vi parteciperemmo – dice Di Pietro – . A quel punto potremmo appoggiare Bersani, Vendola, Di Pietro…L’importante è che servano a fare chiarezza”.

Bersani. L’Unità ospita anche una lettera aperta in cui Bersani sottolinea: le primarie non sono “una sfida tra noi, ma il contributo coraggioso dei progressisti che si mettono in gioco apertamente per riavvicinare i cittadini alla politica, per parlare di Italia, per aprire tutti insieme una nuova stagione per il nostro Paese”. “Come candidato ma anche come segretario del Pd mi aspetto da tutti i democratici che intendono impegnarsi nelle primarie il riconoscimento e il rispetto per il lavoro programmatico svolto dal partito”, scrive ancora il segretario del Pd che replica a un intervento di Ignazio Marino comparso ieri sullo stesso giornale. E’ “un patrimonio che sarà essenziale per arrivare ad avere un quadro di riferimento unitario insieme alle altre forze politiche della coalizione, anche grazie al contributo della nostra Carta d’Intenti – continua Bersani – Sarà poi il candidato premier scelto con le primarie a organizzare in modo più specifico, in questo quadro generale, il programma di governo con il quale i progressisti si proporranno alla guida del Paese nelle prossime elezioni politiche”.

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