Matteo, il cattolico liquido tra gli scout e l’arcivescovado (da www.matteorenzi.it)

lastampaANDREA TORNIELLI

“È abbastanza “liquido “da essere sfuggente su alcune delle cose che stanno più a cuore a noi cattolici…”. Nei sacri palazzi della Chiesa italiana è questo uno dei giudizi più ricorrenti su Matteo Renzi, il «rottamatore» deciso a contendere al segretario del Pd Bersani la candidatura a premier. I temi eticamente sensibili, quelli che dividono, non sono centrali nella campagna del sindaco di Firenze che attraversa l’Italia in camper. Eppure quello di Renzi con il mondo cattolico è un legame di antica data, che continua, pur con alti e bassi.

Buone sono le relazioni del primo cittadino con l’arcivescovo della città, il cardinale Giuseppe Betori, già segretario della Cei ruiniana. Renzi, credente praticante, non manca a una messa del cardinale e nelle solennità vi assiste insieme alla famiglia. E ha riportato in piazza del Duomo il grande presepe artigianale che le precedenti amministrazioni di sinistra avevano abolito. La perplessità della curia per alcuni punti del suo programma – ad esempio quello sulle unioni civili – è nota, come pure sono noti gli screzi in occasione dell’uscita del bando comunale che assegnava alloggi a coppie sposate e no, senza distinzione di orientamento sessuale. Ma le polemiche non sembrano essere state tali da intaccare il rapporto.

Renzi proviene dall’esperienza scout, e molti dei circoli che ora lo sostengono vedono coinvolte persone vicine agli ambienti dell’Agesci, l’Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani, ben diffusa sul territorio. Il «rottamatore» negli anni delle scuole superiori, ha avuto contatti anche con Gs, costola studentesca di Comunione e Liberazione, guidata da don Paolo Bargigia, oggi missionario in Perù. Si devono a questa sua formazione le citazioni di Chesterton, Dostojevskij e soprattutto del poeta francese Charles Peguy. Da quando è entrato in politica non sono mancate frizioni con esponenti di Cl a Firenze. Ma frequentazioni cielline ha uno degli uomini chiave della sua campagna, Marco Carrai, manager che siede nel board della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, come in diversi cda culturali. Carrai si occupa della raccolta fondi per Renzi ed è anche incaricato di tessere le relazioni internazionali per il candidato alle primarie, con contatti che spaziano dal mondo neoconservatore, con personaggi come Micheal Ledeen, della Foundation for Defense of Democracies, come pure con il Partito Democratico americano. Quando era candidato sindaco, Renzi rispose sui suoi rapporti con la Compagnia delle Opere e sul sostegno ricevuto da quell’ambiente, dicendo che avrebbe sperato di essere più aiutato, ma precisando anche: «Trovo stravagante l’atteggiamento della sinistra verso la Compagnia. L’unico politico che ha chiuso il Meeting di Rimini si chiama Pierluigi Bersani. Se Bersani può parlare con la Cdo, non vedo perché non ci possa parlare qualcun altro». Attenzione al mondo del no profit Renzi l’ha manifestata anche un anno fa, al «Big Bang» alla stazione Leopolda. Tra gli intervenuti c’era il cattolico Riccardo Bonacina, direttore della rivista «Vita»: due dei quattro punti da lui suggeriti – la liberalizzazione del tetto delle donazioni e il servizio civile universale – sono stati accolti nel programma del «rottamatore».

Tra gli amici di Matteo e la moglie Agnese, lei pure ex scout, c’è Renato Boccardo, attuale arcivescovo di Spoleto, per anni guida spirituale degli scout nonché segretario del Governatorato vaticano e organizzatore dei viaggi di Papa Wojtyla. Agnese, dice chi conosce da vicino i Renzi, è la vera «colonna» della famiglia anche per quanto riguarda la fede: un fratello sacerdote, altri parenti appartenenti al Cammino Neocatecumenale, ha insegnato catechismo nella parrocchia di Pontassieve frequentata col marito e i figli. Non poteva mancare, poi, un rapporto con i gesuiti. Matteo Renzi è amico di padre Enrico Deidda, della comunità di San Michele, a Cagliari, che il sindaco di Firenze ha frequentato con la famiglia per seguire gli esercizi spirituali ignaziani e «discernere» la sua vocazione di vita. Con questi trascorsi non stupisce che il «liquido» Renzi sappia avventurarsi anche in prudenti «rottamazioni» in campo religioso. Intervistato dal «Foglio», ha suggerito alla Chiesa di recuperare «un po’ di slancio e un po’ più di coraggio. A volte mi chiedo come sia possibile che i bambini a scuola conoscano più Harry Potter che Gesù Cristo».

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