A leggere i sondaggi, c’è da essere disperati

Secondo un sondaggio effettuato nelle ultime ore dall’Istituto SWG, a oggi così si esprimerebbero gli italiani:

  • PD: 25%
  • Movimento 5 Stelle: 19,4%
  • PDL: 15,1%
  • Lega Nord: 5,8%
  • UDC: 5,8%
  • IDV: 5,8%
  • SEL: 5,7%
  • FLI: 2,5%
  • Federazione della Sinistra: 2,2%
  • Destra di Storace: 2,1%
  • Radicali: 1,2%
  • API: 0,4%
  • Verdi: 0,4%
  • Altre di Destra: 3,9%
  • Altre di Sinistra: 2,8%
  • Indecisi: 29%
  • Non Voto: 16%

Sono dati che esprimono tutta la drammaticità della situazione.

Cresce l’area della protesta e del rifiuto della politica, ben rappresentata dal 19,4% del Movimento 5 Stelle, dal 29% d’indecisi e dal 16% di non votanti, che messi insieme superano abbondantemente la maggioranza assoluta.

In questo quadro drammatico s’inserisce la riforma della Legge Elettorale in discussione al Senato, che renderebbe assolutamente ingovernabile il Paese.

Sia ben chiaro, con questi numeri, nemmeno l’attuale Porcellum riuscirebbe a garantire maggioranze certe.

E’ evidente che se la destra ha da scontare gli scandali che ancora in queste ore la vedono coinvolta, oltre, ovviamente, al cattivo Governo dell’ex maggioranza Berlusconi/Bossi, va rilevato che l’opposizione a quella nefasta maggioranza, non solo non riesce a conquistare il voto dei delusi, ma vede assottigliarsi il suo consenso.

Molto modestamente, mi sembra un’implicita bocciatura delle strategie messe in campo dal PD, cui fa tra l’altro da contraltare la non crescita di SEL.

Insieme, PD e SEL, non riuscirebbero nemmeno a ripetere il risultato ottenuto dal solo PD nelle elezioni del 2008, quel 33% che resta allo stato delle cose irraggiungibile.

Qui non si tratta più di mettere in campo atti di generosità e nemmeno di coraggio, qui si tratta di trarne le debite conclusioni e di procedere rapidamente, con la massima urgenza, al rinnovamento dell’intera classe dirigente.

Mentre altri, i moderati, non hanno che da guardare all’attuale Presidente del Consiglio quale loro futuro leader, la sinistra ha la possibilità di presentare agli elettori volti e idee nuove.

Mi riferisco, ovviamente, a Matteo Renzi, ma è difficile sperare che la nomenklatura compia, nell’interesse della sinistra e del Paese, un passo indietro.

Tocca a noi, amici, a questo punto.

L’occasione c’è data con il voto per le primarie del centrosinistra, forse l’ultimo treno su cui salire per evitare di dover assistere a scenari dall’esito incerto, pericoloso, per le nostre famiglie e per la democrazia italiana.

Se non sono disposti ad andarsene spontaneamente, vediamo di dargli una mano noi.

Alberto Cardone 

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