Ma quante firme servono per candidarsi alle primarie? (da www.linkiesta.it)

Ma quante firme bisogna raccogliere per candidarsi alle primarie del centrosinistra? Giorno dopo giorno, la corsa verso Palazzo Chigi si scopre piena di ostacoli burocratici. Soprattutto per gli esponenti del Pd che hanno deciso di sfidare il segretario Bersani. L’assemblea nazionale di inizio ottobre aveva già previsto alcuni paletti. Obbligando i candidati democrat a presentare un pacchetto di firme a sostegno della propria candidatura.

Quante? Si poteva scegliere. Il 3 per cento di tutti gli iscritti al Pd, pari a 18mila firme (traguardo dichiarato irraggiungibile da tutti i candidati, che si sono anche lamentati di non aver potuto consultare liberamente gli elenchi degli iscritti). Oppure il 10 per cento dei componenti dell’assemblea. Cioè 95 delegati. Matteo Renzi, Laura Puppato e Sandro Gozi hanno puntato su questo obiettivo. Ma non tutti sono riusciti a raggiungerlo. Ieri sera scadeva il termine per presentare la documentazione. Salvi Renzi e la Puppato, il responsabile Politiche europee del Pd si è dovuto arrendere (a conti fatti sembra gli siano mancate una ventina di firme).

Superato l’ostacolo sottoscrizioni, gli avversari di Bersani e Vendola si sono schierati ai nastri di partenza. E invece niente. Sabato scorso, proprio mentre si stavano raccogliendo le ultime firme, i dirigenti del centrosinistra hanno aggiunto un altro ostacolo alla corsa. Il vertice tra Pd, Sel e Psi ha stabilito che per essere ammessi alle primarie, i candidati dovranno raccogliere ventimila sottoscrizioni ciascuno. Potranno firmare tutti gli “elettori del centrosinistra” (basterà una dichiarazione in carta semplice?). Per rendere più avvincente lo scontro, sono state introdotte alcune difficoltà. Ad esempio il divieto di raccogliere non più di 2mila firme per ogni regione. Stretti i tempi: per raggiungere il numero minimo di consensi c’è tempo dieci giorni, fino al 25 ottobre.

«Noi candidati del Pd – si è lamentata Laura Puppato – abbiamo già dovuto raccogliere le firme. Ora ci viene chiesto di più, ovvero di ricominciare a raccogliere altre ventimila firme di elettori di centrosinistra autenticate da parte di un consigliere comunale. In questo modo, rispetto ai candidati degli altri partiti, dovremmo fare una doppia raccolta, occupando complessivamente quasi un mese solo per gli adempimenti burocratici».

Qualche ora fa Pier Luigi Bersani ha assicurato che la disponibilità del partito è massima (lui stesso ha coraggiosamente chiesto una deroga allo Statuto che vietava altre candidature oltre a quella del segretario). «Le firme hanno una soglia bassa, basta vittimismo». Eppure il dubbio sollevato da Laura Puppato non è banale. Va bene raggiungere un numero di sottoscrizioni tale da giustificare una candidatura così rilevante. Ma era proprio necessario obbligare Renzi e la Puppato a raccogliere le firme per due volte a distanza di un paio di settimane?

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