La rottamazione è finita. E #adesso? (da www.europaquotidiano.it)

Renzi avvia la fase due: più contenuti e territorio verso la nuova Leopolda

immagine documento«La rottamazione, la fase uno, mi pare di poter dire che è finita». Gli annunci di Massimo D’Alema e Walter Veltroni sulla decisione di non ricandidarsi in parlamento consentono a Matteo Renzi di mettere il timbro “missione compiuta” sull’operazione rottamazione. Nonostante i distinguo del caso da parte dei due protagonisti, infatti, il sindaco di Firenze può comunque incassare il risultato e voltare pagina. E pazienza se i segnali che arrivano da Roma continuano a essere poco “amichevoli”: ieri è stata la volta di 22 fedelissimi veltroniani che, a differenza del gruppo ipermontiano più vicino al sindaco e al “terzismo” dello stesso ex segretario (che potrebbe anche lasciare la scheda bianca), hanno esplicitato la loro scelta ai gazebo per Bersani.
Renzi non si cura di loro, ma guarda e passa, nel tentativo di uscire dal cliché mediatico del rottamatore, per lasciare spazio agli altri temi della sua campagna: «Il fisco, il lavoro che non c’è per i giovani e per chi perde l’occupazione a cinquant’anni, il sistema di spesa dello stato, il modo di innovare e guardare al futuro. Io parlo di queste cose qua». Ne parla, sì, ma sui giornali finora ci è finito per altro.
La fase due della campagna renziana non partirà subito. Il sindaco avrà bisogno di qualche giorno per far assorbire ai media il cambio di passo (domenica proverà a esplicitarlo in tv, ospite di Lucia Annunziata a In mezz’ora). E i suoi stanno anche preparando una massiccia mobilitazione sul territorio per il week end. Ufficialmente, l’obiettivo è quello di raggiungere le 20mila firme necessarie per presentare la candidatura alle primarie. In realtà, da Firenze stanno chiedendo ai comitati sorti ormai in tutto il paese una prova di forza, che servirà a entrare in contatto con quanti più elettori possibili e a una prima verifica della tenuta della macchina. Fondamentale, in vista degli impegni previsti dalle primarie, dalla pre-registrazione alla necessaria presenza dei rappresentanti ai seggi.
Il camper, intanto, continua a macinare chilometri. La fine del tour è ormai vicina: sarà da allora, dall’inizio di novembre, che Renzi studierà un nuovo format per la propria campagna. «Aspettatevi una renzata», dicono i suoi, che giurano di essere all’oscuro di cosa abbia in mente il loro candidato. Come non è stato ancora deciso come si svolgerà la kermesse del 15-17 novembre alla Leopolda di Firenze, che segnerà il culmine della campagna a pochi giorni dal voto. La road map di avvicinamento a quell’evento sarà segnata dal battage su alcuni temi forti della piattaforma programmatica, a partire dalle parole d’ordine Europa, sviluppo e merito: il taglio della spesa improduttiva e la semplificazione nei settori della pubblica amministrazione e della giustizia, la promozione dell’occupazione femminile (la moltiplicazione degli asili nido è un tormentone dei comizi di Renzi), il sostegno alle famiglie (100 euro in più in busta paga a chi guadagna meno di 2000 euro al mese), la revisione della legge di stabilità per i comuni, un utilizzo più efficiente dei fondi europei (ad esempio a sostegno delle medie e piccole imprese), la riduzione del numero dei parlamentari e l’abolizione dei vitalizi. Su questi punti, Renzi proverà ad alzare il livello della propria campagna. Ad aiutarlo rimane Giuliano Da Empoli, al quale è affidato il compito di sviluppare la piattaforma programmatica già pubblicata sul sito internet, coordinando i contributi in arrivo dal territorio, per giungere a una sintesi efficace da illustrare alla Leopolda. Là dove iniziò tutto. 
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