Serra ha diritto a vedere riconosciuta la sua correttezza, Renzi e Bersani ora parlino di politica (da www.linkiesta.it)

Così Serra ha querelato anche il Corriere. Se si sente diffamato, è suo pieno diritto farlo, naturalmente. Il guaio è che tutto nasce dalla serata elettorale organizzata da Serra, a Milano, per Matteo Renzi. Quel giorno il Corriere dedica poche righe in cui si butta lì il paradiso fiscale, la “poca trasparenza” che può starci in finanza ma non politica. Su Serra, peraltro, gli archivi del Corriere erano ben fornniti visto che il finanziere che sta a Londra aveva già sfidato l’establishment corrierista sulla governance di Generali. Il messaggio che il Corriere manda, in occasione della serata renziana, non è certo amichevole.

Si arriva così alla serata organizzata da Serra. Bersani attacca i “banditi della finanza”, e si prende la sua querela di Serra, che poi torna dove tutto iniziò e annuncia querela anche per il Corriere. A questo punto, per forza di cose, dovrà essere bravo Renzi a non farsi trascinare in un gorgo che accomuni il suo destino in tutto a Davide Serra. Il quale fa il suo lavoro, voleva solo sostenere Renzi e ha tutto il diritto di vedere risconosciuta la correttezza dei suoi comportamenti. 

Adesso però, per favore, i politici ricomincino a parlare di politica. Si stanno candidando a governare l’Italia, e non le piccole (e rispettabilissime) Cayman dove nè Serra, nè Renzi, nè Bersani, nè nessuno di quelli che li deve votare è residente. 

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