Adesso! Sassari (da www.matteorenzi.it)

Il nostro tour sardo si è concluso a Sassari, dove Matteo ha avuto modo di ribadire con forza cosa vuol dire per noi “rottamazione”. Abbiamo detto che la rottamazione è favorire il ricambio facendo rispettare il limite dei tre mandati per i parlamentari del PD, abbiamo detto che vuol dire guardare al futuro.

A Sassari Matteo ha aggiunto: “Rottamazione è anche superare il bicameralismo perfetto. Che ce ne facciamo di 1000 parlamentari? Vanno dimezzate le indennità ma va dimezzato anche il numero dei parlamentari. Mi chiedono: ma tu sei convinto che con queste iniziative l’economia italiana tornerà a crescere? La mia risposta è no. Il taglio dei parlamentari e dei consiglieri regionali al massimo porta a qualche centinaio di milioni di euro risparmiati. Abbiamo invece duemila miliardi di debito pubblico. Ma ciò che conta per una classe politica è il buon esempio”.

C’è da rottamare un vecchio modo di fare politica:

[…] anziché rappresentare un fattore di chiarezza – lo strumento per valutare le opzioni e compiere una scelta – la politica è diventata un’ulteriore fonte di caos. Uno specchio deformante che rimanda agli italiani l’immagine peggiore e più confusa del nostro Paese. Ecco perché bisogna partire da lì. La politica non è credibile se continua a chiedere sacrifici senza mai farne. Non è demagogia: sono risparmi veri ed è il segnale che nessuno è al di sopra del rigore che la crisi ci impone.

Le premesse della nostra rottamazione per dare il buon esempio e ritrovare la democrazia:

1. Basta con il bicameralismo dei doppioni inutili: una delle due camere va semplicemente abolita. Ne basta una sola, veramente autorevole, composta da non più di 500 persone. Al posto dell’attuale doppione serve un organo snello, composto da delegati delle Regioni e da sindaci.

2. Una legge elettorale per scegliere i parlamentari e il governo: i cittadini devono poter scegliere in maniera diretta chi governa e, allo stesso tempo scegliere un leader messo in condizione di governare per l’intera legislatura e di attuare il programma proposto alle elezioni.

3. La politica non sia la via breve per avere privilegiabolire tutti i vitalizi; le risorse spese per i singoli Parlamentari devono essere portate alla media europea, distinguendo nettamente le indennità dalle risorse messe loro a disposizione per l’esercizio dell’incarico;  definire il “costo standard” per il complessivo funzionamento delle assemblee legislative regionali fissandolo ad un valore compreso tra gli 8 e i 10 euro annui per abitante.

4. I partiti organizzino la democrazia, non siano enti pubbliciabolizione finanziamento pubblico e contributi alla stampa di partito.

5. La sussidiarietà e la chiarezza delle responsabilità come principi di baseeliminare le strutture inutili, completando l’opera di aggregazione degli enti intermedi, drastica riduzione delle province e degli organi periferici dello Stato; riformare da subito il Patto di Stabilità, premiando i Comuni virtuosi che hanno i conti a posto e vogliono investire sul loro futuro.

 

Per approfondire i 5 punti della nostra proposta: “RITROVARE LA DEMOCRAZIA”.

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