Matteo Renzi, mossa per ripartire nella sua Firenze. Il simbolo diventa “Cambiamo l’Italia” e sulle primarie “come il gioco dell’oca” (da www.huffingtonpost.it)

Matteo Renzi

Come un’icona Pop. Matteo Renzi vince la sua sfida e riempie i 5200 posti del Mandela Forum, il palazzo dello sport della “sua” Firenze. Il tour per le provincie italiane volge al termine, e il sindaco rottamatore cambia pelle al suo “format”.

L’ingresso è quello che si riserva ai giocatori per un derby: striscioni, bandiere (ovviamente non del PD), maxischermo, musica a tutto volume, tutti in piedi ad urlare: «Sembra un concerto» esclama qualcuno in sala.

Matteo Renzi è atteso al cambio di passo. Dopo il calo nei sondaggi e l’aumento del distacco di Bersani, è questa la sera da cui ripartire. L’inizio della fase due. A breve inizieranno una serie di eventi tematici, partendo dall’Economia.

Intanto cambia il simbolo e lo slogan: “Cambiamo l’Italia”. E prova a giocare di squadra. Infatti questa volta non è solo sul palco. Prima di lui parlano Carlo, ventiduenne, volontario del comitato e alcuni amministratori locali, come il sindaco di Scandicci Simone Gheri e Brenda Barnini, segretaria del PD empolese.

Renzi è visibilmente più rilassato del solito, scherza con la platea, si lascia andare a battute in dialetto fiorentino. Chiede scusa alla sua città, ma non per averla trascurata per la campagna elettorale in giro per il paese, ma perché “avrebbe potuto fare di più”. Poi, attraverso alcune immagini simbolo dei suoi tre anni da sindaco, racconta il suo attacco al cielo. Tocca tutti i temi a lui più cari: la rottamazione, che “ha successo anche a destra”, l’importanza della cultura per il nostro paese, le “pessime” regole delle primarie. E qui, attacca duro: “Hanno trasformato le primarie nel gioco dell’oca”, ma poi avverte i suoi antagonisti: “Inutile mettere i lucchetti, la sfida la possiamo vincere lo stesso”.

Poi, indirettamente ammette di aver sbagliato qualcosa nella sua strategia, dando poco peso all’organizzazione: “Pensavamo di vincere con le idee – spiega – invece sarà più importante l’organizzazione”. Per questo lancia un appello per la creazione di nuovi
comitati in tutto il paese.

Infine, la questione dell’incontro milanese con la “finanza”. Il sindaco di Firenze è conscio di quanto il racconto di quella serata l’abbia danneggiato: “E’ stato trasmesso un messaggio sbagliato, come se in quella riunione si fosse fatto qualcosa di sporco”. Prova a recuperare: promette che darà vita ad un accordo con la Svizzera, in linea con quanto fatto dalla Germania, per tassare in modo forzoso i capitali portati in modo anonimo in terra elvetica.

Alla fine, lascia con quella che definisce una brutta notizia per i suoi avversari: “Non siamo mai stati così vicini a vincere”.

Finisce con “We are young” a tutto volume, il sindaco saluta i cittadini che hanno gremito il Mandela Forum e che ora fanno la fila per fotografarsi sul palco dove ha parlato il loro sindaco. Esattamente come succedeva con Veltroni nel 2009. Fuori, nei corridoi, ci sono bandiere, con il logo della campagna delle primarie, e gli stand con i gadget. Il più venduto? Ovvio, la cover dell’iPhone con la scritta “Keep calm and Rottama”.

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