Con la poesia non si governa e non si fa grande un Paese

Ancora pochi giorni e conosceremo il destino di Vendola.

Ribadendo il mio apprezzamento per l’annunciata rinuncia alla vita politica da parte di Vendola nel caso di una sua eventuale condanna penale, vorrei in ogni caso sottolineare i motivi che secondo me lo rendono inadatto a governare il Paese.

La responsabilità penale spetta ai Giudici accertarla, altra cosa è la responsabilità politica dei fatti contestati al Governatore della Puglia, fatti che meritano la giusta attenzione e analisi.

Sembra evidente che Vendola sul piano strettamentre politico qualche sciocchezza l’abbia compiuta.

I personaggi che hanno dato scandalo con i loro comportamenti nella sanità pugliese, chi li ha scelti, chi li ha nominati e chi non ha saputo vigilare sul loro operato?

Troppo comodo la giustificazione addotta, giustificazione secondo la quale i soggetti in questione erano stati segnalati dai Partiti della coalizione a sostegno della sua Giunta.

Sarebbe l’ammissione implicita di un’assoluta incapacità ad operare scelte in piena autonomia e consapevolezza, caratteristiche fondamentali e imprescindibili per chi si candida al ruolo di leader.

Al di là della non condivisione del progetto propostoci da Vendola, che ritengo inadeguato alle attuali difficoltà che sta vivendo il nostro Paese e alle sfide che lo attendono per il futuro, quelli su esposti mi sembrano motivi più che sufficienti per ritenerlo inadeguato alla guida del Governo.

Con la poesia non si governa e non si fa grande un Paese.

Alberto Cardone

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