Adesso! Taormina (da www.matteorenzi.it)

A Taormina, il pullman con Matteo Renzi arriva intorno le 22,00. È uno spettacolo insolito per le vie di uno dei centri storici più belli d’Italia, solitamente affollato da turisti in cerca di bellezza e di evasione. Il mondo reale, lontano mille miglia. E ancora più insolita è la folla che ne attende l’arrivo davanti il palazzo dei congressi. Siamo in Sicilia, le elezioni regionali meno partecipate della storia repubblicana si sono svolte da appena una settima. Qui più che altrove, la politica non è popolare e lo è ancor meno quando non parla il linguaggio della protesta a prescindere.

Eppure la voglia di ascoltare, di partecipare, di sostenere l’avventura del sindaco di Firenze riesce nel piccolo miracolo: riempire un salone a tarda sera e senza diktat d’apparato. E forse è anche per questo che la platea è così variegata (perché spontanea): molte donne, uomini, giovani e meno giovani, impiegati, precari, amministratori locali, imprenditori. C’è anche la mamma “con i capelli grigi, magari da rottamare, che però la sostiene sindaco”.

Soprattutto c’è voglia di capire. Matteo Renzi, spiega la sua idea d’Italia, parla di futuro e speranza. Parole che se nel resto del paese sembrano essere dimenticate, in Sicilia sono perfette sconosciute, da tempo se non da sempre. E non c’è solo enfasi, retorica, nel suo discorso. C’è concretezza, numeri, progetti, vita reale e possibilità concrete. Il coraggio di chi ci mette la faccia in prima persona e non delega. Potrebbe sembrare un alieno da queste parti. E invece a tarda sera, tra le 22,00 e fin quasi a mezzanotte, una platea estremamente variegata di persone reali e diverse, ascolta, partecipa, ci crede e va via contenta. Con un po’ di speranza guardando al futuro.

 

 

 

 

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