Adesso! Marsala (da www.matteorenzi.it)

Marsala, ore 22,00, ieri sera, domenica quattro novembre, Matteo Renzi è arrivato con il suo camper ed è stato accolto da una standing ovation di centinaia di sostenitori accorsi  da tutta la Provincia. Dopo aver salutato le prime file del pubblico, coordinatori dei comitati e giornalisti, a far gli onori di casa è stata Annamaria Angileri, consigliere provinciale e coordinatrice del comitato marsalese, da sempre sostenitrice di prim’ora di Renzi.

Il candidato premier del centro sinistra ha parlato immediatamente delle due “grandi assenti” del momento che stiamo vivendo: da una parte la credibilità della politica contemporanea, e dall’altra la dignità della quale vengono privati ogni giorni i cittadini a causa dell’inadeguatezza dei propri rappresentanti. La gente è stanca, ne costituisce un’emblematica e triste prova, il fatto che il cinquantadue per cento dei siciliani non sono andati a votare per le elezioni dell’assemblea regionale la settimana scorsa. Occorre tornare a parlare il linguaggio della gente comune, di occuparsi dei problemi concreti della gente. La rottamazione, ha precisato Renzi, non deve essere basata su un criterio anagrafico. Ma, piuttosto, occorre disfarsi dei vecchi preconcetti di una classe dirigente politica, che viene sempre più ricordata per gli stipendi esagerati,  le indennità, gli sprechi, la mancanza di alcun criterio selettivo per l’accesso in Parlamento, e,  ancora, l’inaccettabile condizione di inamovibilità dalle poltrone del potere. “Rottamare vuol dire dimezzare il numero dei parlamentari, fare una grande manovra per cui il primo gesto che deve fare il Parlamento, è prima di tutto quello di dare il buon esempio.”

In sala si avverte una grande emozione, quella dell’Italia della speranza, della Sicilia della speranza. A un certo punto vengono proiettate le immagini di un film nel quale un padre, inizialmente dice al proprio figlioletto che nella vita non deve illudersi mai, tuttavia, subito dopo, questi invita lo stesso a credere sempre nei propri sogni, qualunque cosa accada o qualunque cosa la gente gli dica. E allora, è proprio il caso di chiedersi che fine hanno fatto i sogni degli italiani, se è ancora tempo di illudersi o meno. “Cosa saremo in grado di offrire tra vent’anni ad un bambino che nasce oggi?” Che paese troverà questo bambino? Quali opportunità di vita gli ha riservato oggi la classe politica italiana? Già, perché in effetti, sono i politici che dovrebbero garantire per primi l’attuazione ed il rispetto delle norme costituzionali. Garantire, ad esempio, il principio di eguaglianza sostanziale dei cittadini. Sono loro che dovrebbero programmare un  piano strategico per risanare il debito pubblico, che dovrebbero ammettere, ad un certo momento, di non essere riusciti ad assolvere il proprio dovere.

Per queste ragioni, “è il momento di farsi avanti”, si rivolge Matteo Renzi ai suoi coetanei, è il momento di dare voce alle proprie idee, di avere il coraggio di scendere in campo.

Adesso tocca ai siciliani, abbiamo una grande possibilità, le elezioni primarie sono uno strumento democratico importantissimo, con il quale è possibile finalmente  dare una svolta decisiva alla politica italiana. E’ necessario che tutti facciano la propria parte, è necessario che venga allargata la base dei consensi dando voce a tutti gli scontenti indipendentemente dal colore politico.

E noi siamo pronti, ma, a parere di chi scrive, è tempo di una svolta vera e senza più filosofie gattopardiane, affinché si realizzi, in Sicilia e in Italia, un progetto politico che sia crogiolo e crocevia di gente disposta ad un cambiamento reale e storico.

Marcello Linares

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