Matteo Renzi «Barack ha scelto gli americani Il mio Pd non farà alleanze» (da www.matteorenzi.it)

avveniredi Arturo Celletti su Avvenire

“Bastavano le immagini. Il volto di Obama, l’abbraccio con Michelle, l’entusiasmo del popolo americano: un trionfo di democrazia”. Matteo Renzi resta silenzioso solo per un attimo. “Laggiù c’è una politica che fa sperare, che emoziona, che infiamma; qui siamo raggomitolati nelle nostre paure, chiusi nelle nostre frustrazioni”. E un parallelo impietoso quello tra Stati Uniti e Italia. Il Sindaco non si ferma. “Laggiù questa crisi atroce non ha azzerato le emozioni, anzi le ha quasi esaltate. Laggiù Obama è stato capace di scegliere una strada e di seguirla con coraggio. Senza tatticismi. Ha solo scelto gli americani e noi dobbiamo fare come lui”.

Si spieghi

“Questa volta la possibilità di farcela è concreta, il cambiamento non è mai stato così vicino. Lo vogliamo noi, ma soprattutto lo vogliono gli italiani. Questa nuova stagione però non passa dagli accordi di potere, non prende Forma dietro un’estenuante ricerca di equilibri e dietro infinite trattative. E a me non interessano le alleanze né con Vendola, né con Casini. Mi sta a cuore solo la nostra capacità di raccontare un progetto credibile per l’Italia”.

Sta annunciando una corsa solitaria?

“Sì, il Pd di Renzi può correre e vincere da solo. Senza i partiti, con gli italiani. Io mi presento con le mie idee, con i miei progetti. E con una sola stella cometa: la governabilità. Parlavamo dell’America e pensavo a quelle migliaia di italiani che hanno fatto mattina per capire l’esito del voto negli Stati Uniti e qui in Italia c’è un Parlamento talmente debole da essere quasi delegittimato. E che prova a fare una legge elettorale non in nome della chiarezza, ma dell’oscurità”.

In America a poche ore dal voto già tutto è chiaro…

“È così., sai chi ha vinto, sai chi ha perso, hai anche ascoltato l’applauso dell’America ad Obama che da atto a Romney di aver giocato la sua partita con lealtà e con coraggio… Qui non è come laggiù”

Sulla legge elettorale capisce la rabbia di Bersani?

“La capirei se in questi mesi si fosse comportato in maniera trasparente. Ma troppe tattiche, troppi tavoli. Bersani avrebbe diritto di alzare la voce se il suo comportamento fosse stato cristallino. E invece il gruppo dirigente del Pd non ha ascoltato il dolore della base, degli iscritti, delle associazioni. Chiedevano una legge elettorale chiara e invece i vertici del Pd hanno fatto capire di essere più volte pronti a chiudere un accordo su un sistema di voto che non se non era il “Porcellum”, era qualcosa che gli assomigliava molto”.

Le primarie americane sono democrazia, qui sembra tutto così poco luminoso: le regole, i tatticismi…

“Vedo le mosse di Diliberto: voterà al primo turno Vendola e poi al secondo Bersani… Vuole la verità? Per me è un netto incoraggiamento ad andare avanti per la mia strada e nella chiarezza. Io rispetto a lui sono un’altra cosa. Totalmente un’altra cosa. E sono certo che se vinco io non avrà nessun interesse a stare in coalizione. Perché io dico Europa e perché dico “mai più come prima”. Già, perché la priorità e una sola, la governabilità. Senza riportano via.

E allora?

Allora Renzi guarda agli italiani, non ai partiti. Consapevole che il centrosinistra non è stato credibile perché negli ultimi anni due volte ha vinto e due volte ha litigato. E se esiste un’atroce responsabilità storica della sinistra radicale è quella di aver fatto cadere il primo Prodi aprendo la strada a un inciucio Cossiga-Mastella-D’Alema… Una pagina triste e in Parlamento con quella sinistra radicale c’era Nichi Vendola.

E’ l’epoca dei tweet, ne mandi uno a Casini.

Ha spiegato in tutte le lingue che preferisce Bersani. Beh, lo accontento. Possano stare tranquillamente insieme, noi preferiamo stare con i cittadini.

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