Renzi: “Se vinco fuori chi non ci sta” Bersani: “L’innovatore sono io” (da www.repubblica.it)

Il sindaco di Firenze: “Il segretario è stato garante tra gruppi dirigenti”. Il leader Pd:” Non è vero, ho fatto tanto”. Vendola: “Ma non si è accorto che le primarie sono di tutto il centrosinistra?”

Renzi: "Se vinco fuori chi non ci sta" Bersani: "L'innovatore sono io"

ROMA – Se vincerà le primarie, chi non condivide il suo programma sarà fuori. Matteo Renzi lo dice chiaramente parlando ad Agorà, su Rai Tre. “Se vinco io alle primarie presenterò il mio programma, come deciso dalla carta d’intenti sottoscritta da tutti, che è perfino troppo generica, poi chi ci sta dentro bene, chi non lo condivide esce”. E se invece vincerà Bersani? “Faremo quello che dice lui e ribadisco che se perdo non voglio premi di consolazione”.

Poi l’ennesima stoccata al segretario del Pd: “Sfido Bersani perché in questi anni ha fatto il garante tra i gruppi  dirigenti del partito invece di fare l’innovatore”. Il leader democratico risponde subito: “Renzi sbaglia – dice -. Dovrebbe sapere che a Firenze c’è un segretario del Pd bravissimo che ha 28 anni e l’abbiamo fatto a 26 anni. Se si guarda attorno il rinnovamento c’è ed è stato profondo e ci mette in condizione di avere una nuova classe dirigente cui far fare uno scalino in più, in termini di partito e governo”.

Chi vince, continua poi il sindaco di Firenze, “prendendo impegni con i cittadini, li deve rispettare. Altrimenti le primarie sembrano una finta: vi immaginate Obama che dopo aver vinto le primarie poi dice agli americani aspettate, prima di mettere in pratica il programma, devo parlare con il segretario dei democratici. Basta con i vecchi schemi”.

Renzi parla anche dell’ ipotetica squadra di governo: “Se vinciamo le primarie – dice – faremo solo dieci
ministri: cinque uomini e cinque donne”. E spiega: “Nel momento in cui fossi candidato premier una parte significativa della squadra sarebbe indicata prima”. Il sindaco di Firenze non esclude poi di avere Mario Monti in un suo esecutivo.

Sulle alleanze future, Renzi è pronto a guidare un centrosinistra con dentro anche col partito del governatore della Puglia, “sempre che Sel non se ne vada, questo bisogna che lo chieda a Vendola”. Il leader di Sel, stamattina a Omnibus su La7 si dice sorpreso dalle parole del sindaco di Firenze:  “Siamo rimasti tutti un po’ stupiti dalle dichiarazioni di Renzi – dice – che appartengono a uno stile un po’ pirotecnico, un po’ con la voglia di stupire e spiazzare, tipico di un politicismo moderno e televisivo”. Poi continua: “Matteo Renzi non si è accorto che le primarie sono del centrosinistra – spiega Vendola – e che sono un elemento costitutivo della coalizione di centrosinistra, per cui all’inizio ho avuto qualche esitazione, qualche imbarazzo aspettando che Bersani chiarisse come stiano i fatti e informasse un iscritto al suo partito del fatto che abbiamo sottoscritto una carta d’intenti”.

Vendola si sofferma anche sul rapporto col suo compagno, Ed Testa e sull’intervista rilasciata a Vanity Fair in cui dice di essere pronto a diventare first gentleman. “È stata un’intervista molto delicata – spiega il leader di Sel, somigliava molto a lui”. E aggiunge: “Con questa intervista lui ha deciso di non essere oggetto di una curiosità morbosa, ma di raccontarsi, senza lasciare che fosse catturato un po’ alla volta e macinato nel gossip”, sottolineando come ormai “avevamo paparazzi appostati  per strada e sui tetti delle case”.

Intanto Bersani, in un’intervista a Radio Anch’io, parla del suo programma di governo, indicando tre punti: “Il primo intervento sarà una legge sulla cittadinanza per i figli degli immigrati. Poi una lenzuolata sulla moralità pubblica”. Altro tema fondamentale da affrontare subito, secondo il leader del Pd, è quello del lavoro.

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