Renzi: “Per me solo il 10% di spazio nei Tg” Lo staff: “Bersani è il segretario Pd” (da www.repubblica.it)

Il sindaco di Firenze critico sull’informazione che viene data sulle primarie del centrosinistra a due giorni dal dibattio su Sky fra  tutti i candidati. Tabacci: “In Rai manca par condicio”.  Il segretario Pd interviene con spirito battagliero su più fronti e cerca di placare le polemiche

Renzi: "Per me solo il 10% di spazio nei Tg" Lo staff: "Bersani è il segretario Pd"

Pierluigi Bersani durante l’incontro al teatro Eliseo di Roma organizzato da Left e l’Unità (ansa)

ROMA – Matteo Renzi se la prende con i telegiornali. Il sindaco di Firenze 1, che domani sarà ospite della trasmissione “Quelli che”, si lamenta del poco spazio che gli danno i tg i Tg Rai di prima serata: “Il 60% dello spazio dedicato ai candidati alle Primarie va a Bersani, circa il 30% a Vendola. Io sto sotto al 10%”, scrive Renzi il cui staff ha monitorato i Tg dal 17 ottobre al 6 novembre.”Ma va bene lo stesso. Nessun vittimismo, sia chiaro: ma se guardo i numeri rimango senza parole”. Immediata la replica di Alessandra Moretti, portavoce del comitato Bersani 2013: “Renzi sa che Bersani è il segretario nazionale del Pd e sa anche che la sua presenza nei telegiornali è dovuta soprattutto al ruolo che ricopre. Non vorremmo che Renzi preferisse cedere lo spazio di Bersani in tv a Cicchitto e Gasparri”.

Di rincalzo Bruno Tabacci, uno dei cinque candidati alle primarie del centrosinistra, commenta: “I dati resi noti da Matteo Renzi sulla disparità di trattamento nei Tg della Rai dei candidati alle primarie del centrosinistra, fotografano una situazione già ampiamente nota e sotto gli occhi di tutti”. “La mancanza di un minimo di par condicio – continua Tabacci – è resa ancora più grave dal fatto che, mentre siamo in presenza di un governo tecnico, quindi super partes, il servizio pubblico continuaa comportarsi secondo vecchie e inaccettabili logiche. E’ grave la situazione nei telegiornali ed è almeno altrettanto grave il fatto che la Rai non preveda nemmeno un confronto in prima serata tra i candidati. Considerato che anche il Pdl si appresta, forse, a fare le primarie, sarebbe il caso che anche i consiglieri di amministrazione del centrodestra prendessero fin da ora posizione su questa mancanza di imparzialità della Rai”.

Intanto Bersani si è dimostrato più battagliero che mai a due giorni dal confronto televisivo su Sky tra i cinque candidati alle primarie del centrosinistra. Dal palco del teatro romano Eliseo, dove è intervenuto alla manifestazione organizzata dal quotidianio l’Unità e dal settimanale Left, il segretario Pd interviene su temi diversi. Boccia l’ipotesi di riforma delle legge elettorale 2 proposta da Pdl, Udc e Lega: “Non penseranno mica che mi metto a fare un governo con Berlusconi e Fini? E insiste: “Chi pensa che dalla frammentazione venga fuori un Monti-bis è da ricovero. Sarebbe una palude e dalla palude viene fuori solo un altro turno elettorale e si va come in Grecia a votare dopo sei mesi”. Se la prende con Casini: “Morirà di tattica, deve decidersi a tenere la barra dritta”. Torna a smentire di aver ipotizzato una partecipazione di Elsa Fornero al suo governo. “Quando ho detto che, sul piano di principio, i ministri dell’attuale governo possono entrare in politica ero in polemica con Gasparri secondo cui i membri del governo tecnico perdono i diritti politici”, ha spiegato. Certo, Nichi Vendola ieri ha polemizzato, ha ammesso: “E qualcuno ci ha ricamato sopra…”. Va all’attacco anche sul fisco: Io partirei dal fatto che i ricchi devono pagare le tasse perchè raddoppiare o triplicare lo zero non è un grande incasso”, dice ricollegandosi all’annuncio del presidente americano Barack Obama di voler alzare le tasse ai più ricchi. “Me la sono molto presa – aggiunge – con le Cayman e con i paradisi fiscali perchè in questo momento la ricchezza sa dove andare e scappa mentre la povertà resta”. Ma sul fronte interno, prova a distendere gli animi. “Non c’è bisogno di fuoco amico: i progressisti hanno già degli avversari fortissimi. Seri e numerosi. C’è un’ondata di smarrimento che trova un’offerta politica. Dobbiamo riconoscere qualche ragione alla rabbia, ma bisogna far capire che da sole rabbia e sfiducia non risolvono i problemi”.

Dal canto suo Nichi Vendola, a Prato per una manifestazione per le primarie del centrosinistra, ribadisce le  critiche al governo Monti: “Io non so come si faccia a lodare l’azione di un governo come questo di Mario Monti -ha detto il leader di Sel- mentre l’Italia sta precipitando in una condizione di deriva recessiva, con percentuali di disoccupazione che sono in costante crescita, con una decrescita industriale così drammatica”. Su Renzi Vendola non usa mezzi termini: “Un cambiamento così generico, così frizzante ma superficiale come quello che propugna Matteo Renzi rischia di essere alla lunga un’operazione trasformistica”. E sui “tatticismi” del leader Udc sulla riforma della legge elettorale, Vendola commenta: “Il tatticismo estenuante di Pier Ferdinando Casini è ormai un vero genere letterario nella storia politica italiana. Penso che il fatto che egli sia tornato in quella compagnia di giro Pdl-Lega-Udc che costruì il porcellum e addirittura sia tornato lì per perfezionare il delitto mi pare veramente significativo”. Lancia, infine, una stoccata a Renzi sulla scuola: “Sono contento che Bersani alla fine la pensi come noi sulla scuola e sugli effetti disastrosi delle scelte del governo. Naturalmente quando si parla di problemi concreti di milioni di italiani, di migliaia di docenti e studenti: Renzi non pervenuto”.

Per Fassino l’esito delle primarie non è così facile da prevedere: “Non bisogna dare per scontato l’esito delle primarie, la competizione è aperta”. “Pierluigi Bersani ha i numeri per vincere le primarie – ha aggiunto il sindaco di Torino- ma non dobbiamo dare nulla di scontato” perchè “in un panorama politico caratterizzato da una forte disaffezione verso i partiti, qualsiasi posizione destrutturante ha facile presa”. “La candidatura di Matteo Renzi – ha concluso – viene vista in alcuni settori più per il suo effetto destrutturante che costruttivo, ma il Paese non ha bisogno di ulteriori destrutturazioni”.

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