Ma a cosa serve il servizio pubblico se il dibattito dell’anno va su Sky? (da www.linkiesta.it)

Il dramma finale del carrozzone Rai è il mancato confronto televisivo tra i «Cinque» delle primarie, che hanno scelto lo squalo Murdoch. Non è accettabile che la presidente Tarantola non abbia fatto a Bersani & C. un appello pubblico, che sarebbe stato ascoltato. Ora chiedano a Sky di potersi collegare con Rai3.

Il confronto tra i candidati alle primarie del centrosinistra su Sky

12 novembre 2012 – 10:59Siamo al punto che un destro conclamato come Rupert Murdoch, che in terra d’Albione ha lasciato larghe chiazze giornalistico-criminogene, in Italia venga agevolmente considerato servizio pubblico proprio da quella sinistra che ha buonissime chance di vincere le prossime elezioni. A dimostrazione del fatto che lo Squalo avrà sì le sue belle (e mai negate) convinzioni politiche, ma che quando si tratta di «la-vo-ra-re» non guarda in faccia nessuno. E così, tra poche ore, proprio uno dei suoi canali Sky metterà in scena lo scontro, piuttosto atteso, tra i cinque finalisti del Premio Pd e affini.

Questa storia ha più di un’implicazione ma quella che ci interessa da vicino riguarda naturalmente la Rai-Radiotelevisione Italiana, come veniva chiamata un tempo. Il fatto che Bersani e i suoi competitor si siano attestati serenamente su Sky è la dimostrazione plastica di un fallimento epocale che parte da lontanissimo ma che in questo caso ha assunto i contorni del drammone. Prima di tutto della sua nuova classe dirigente, totalmente incapace di portare a casa l’evento politico dell’anno (poco importa che per carità di patria Sky abbia scelto Cielo, canale in chiaro anche sul digitale terrestre: quanta parte di abbonati Rai ne ha dimestichezza?).

Ma scusi signora presidente Anna Maria Tarantola scelta direttamente dal premier, Lei in che cosa ci garantisce se non è in grado di opporre il peso della sua autorevolissima condizione in presenza di un evento come questo, perché non ne ha fatto un pubblico appello ai contendenti, in modo da renderli più consapevoli nei confronti della Rai (servizio pubblico?) e di tutti i suoi abbonati? Si rende conto, si è resa conto, che molti italiani che volevano farsi un’opinione sulle primarie ora ne saranno privati per Vostra totale responsabilità? E ora come intendete risarcirli?

E anche lei, direttore generale Gubitosi scelto sempre dal premier, ma la smetta di sfinirci con la litania dei conti della Rai se non si rende conto che l’azienda, oltre ogni visione ragionieristica, è prima di tutto un’entità culturale (brutta parola, eh?) che deve comporre la somma di molti sentimenti e di tante sfumature (informazione, intrattenimento, comunicazione politica, illustrazione della società).

Per cui, la domanda che vi poniamo è semplice e la ribadiamo: come intendete risarcire gli abbonati Rai che questa sera non avranno l’opportunità di seguire sui canali Sky il confronto tra Bersani, Vendola, Renzi, Puppato e Tabacci. O pensate che come ai tempi di Campanile Sera noi s’andrà nella casa del vicino accomodandoci sul suo divano?

Avete ancora una possibilità, prima di dimettervi per patente inadeguatezza: chiedere a Sky, in nome di un interesse più alto, di potervi collegare e trasmettere anche sulla Rai il dibattito. Pensiamo che anche uno squalo come Murdoch sarebbe d’accordo (e intimamente molto soddisfatto della vostra preghiera). Altrimenti non c’è che una strada, appunto: scrivere la vostra bella letterina al premier che vi ha scelto e abbandonare senza gloria la nave. Avreste fallito la vostra missione, giusto prenderne coscienza.

Ed evitate, per carità di patria, di ripararvi sotto quelle fumisterie politiche che raccontano di un Bersani più interessato a un basso ascolto e quindi più incline a preferire Sky al servizio pubblico. È un paraventino che non vi farebbe onore, anche perché un intervento alto e forte della presidente Tarantola – ripetiamo pubblico – avrebbe messo il segretario del Partito democratico nella condizione di non potersi rifiutare.

Ps. Nella tragedia non manca mai il lato comico, qui rappresentato da Fabio Fazio, il quale – straziato – ha raccontato in una letterina alla Stampa tutto il suo disappunto per il mancato confronto sulle reti Rai. Immaginiamo che lo strazio gli derivasse dal non esser lui il bravo presentatore della serata. Non avendo mai fatto una sola domanda scomoda in tutta la sua vita, credeva giustamente che questa Rai dei partiti glielo dovesse.

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