Confronto primarie Ha vinto il centrosinistra (da www.unita.it)

Oggi si discuterà su chi è stato il più bravo, chi il più affidabile, chi il più aggressivo, chi il più mediatico. Si discuterà e ci si dividerà, com’è normale. Ma al di là delle pagelle, il confronto tv di ieri sera tra i cinque candidati alla premiership del centrosinistra è stata una grande prova di vitalità politica in uno dei momenti più confusi dell’Italia.

primarie confronto sky box

-PUNTO PER PUNTO: TUTTI GLI INTERVENTI
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-IL CONFRONTO NEI 15 TWEET PIU’ DIVERTENTI
-LE CONCLUSIONI DEGLI SFIDANTI

In un paesaggio nel quale ogni singolo elemento del sistema è sottoposto a una micidiale forza centrifuga, la sfida delle primarie diventa quasi un fattore di sicurezza democratica.

Le videointerviste agli esperti: «Il dito di Tabacci
il corpo di Vendola, la voce di Bersani, i sorrisi di Renzi…»

Anche con tutti gli scontri e i toni aspri che ha avuto finora e che si sono ripetuti in diretta tv. Per la prima volta infatti, come si è visto, la leadership è davvero contendibile e la partecipazione degli elettori e il loro voto avranno un peso non scontato.

Da Riotta a Cerasa: giornalisti e opinionisti
rispondono su Twitter alle domande dell’Unità

E chiunque vincerà ai gazebo avrà in cassaforte un patrimonio di energia e di passione che sarà utile nella campagna elettorale e nel lavoro di ricostruzione del Paese. Se ci guardiamo attorno – tra le convulsioni del Pdl, gli editti di Grillo e le divisioni che attraversano il Centro – è sicuramente un segnale importante di dinamismo. Ma c’è un altro aspetto che rende quel confonto la prova che l’Italia può farcela a cambiare.

Questa volta, infatti, la politica ha riconquistato, anche in tv, il suo spazio vero: quello della battaglia delle idee, del confronto-scontro sui programmi e sulle scelte strategiche, del coinvolgimento dei cittadini. Si è creata attenzione e tensione non per le malefatte di un Fiorito o di un Daccò né per le urla «sono tutti uguali» che agitano tanti talk show e nemmeno per i guai combinati da Berlusconi. È accaduto invece per una sfida tra cinque aspiranti candidati premier che hanno parlato del Paese, si sono punzecchiati e si sono giocati le loro carte con intelligenza o con astuzia.

E dall’altra parte dello schermo gli spettatori-elettori erano lì, questa volta, per ascoltare qualcuno che si occupasse finalmente dell’interesse generale e non di qualche inconfessabile interesse privato. Se il Pd e il centrosinistra fossero più consapevoli di avere questa marcia in più , che può far bene a se stessi e soprattutto all’Italia, forse il nostro orizzonte già oggi sarebbe meno nuvoloso di quel che è.

TUTTO IL CONFRONTO, PAROLA PER PAROLA
Dai problemi economici ai diritti civili, dal nodo delle alleanze alla squadra di governo. Sono stati tantissimi i temi toccati in questo dibattito televisivo tra gli sfidanti alle primarie del centrosinistra.

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Il confronto, oltre che in Tv, si sposta anche su Twitter, dove i commenti stanno occupando gran parte della timeline. #csxfactor (l’hashtag che sta dominando i commenti, vista la formula scelta dai padroni di casa per farparlare i candidati) è già Topic Trend mondiale (la parola-chiave più digitata e citata).

Stefano Menichini, direttore di Europa, e Claudio Cerasa, giornalista del Foglio, commentano il primo round del confronto, incentrato su tasse e fisco: «Estremista e non realista Vendola – scrive Menichini – Renzi preparato almeno come Tabacci, Bersani attento ma il format velocissimo non lo aiuta». Per Claudio cerasa, invece, «bene Bersani e Renzi, troppo bertinottiano Vendola, non male Puppato. Su Fisco Renzi più efficace, Bersani più autorevole»..

Le risposte sui giovani? Per Gianni Riotta, editorialista de La Stampa, sono «oneste, troppo compresse dai tempi, servono più dettagli». A Stefano Menichini: «Mi sono piaciuti Bersani su meritocrazia ed eguaglianza e Renzi sulle rendite di posizione. Forte «se conosci qualcosa». PerFrancesco Costa, giornalista del Post, «tutti scarsini finora, Puppato un po’ meglio».Per Claudio Cerasa «Vendola il più efficace, Bersani spento, Renzi sincero e più montiano».

Come se la sono cavata sui costi della politica? Per Francesco Costa «Renzi nettamente meglio degli altri». Per Claudio Cerasa «Renzi il migliore. Vendola populistico. Bersani dimentica i banchieri ai gazebo Pd». Stefano Menichini scrive: «Renzi più in sintonia col clima anti-partiti, Bersani equilibrato difende autoriforma Pd e la politica».

Come sono state le risposte alle domande dei sostenitori? Per Menichini «molto migliori delle domande, tutte incongrue e artificiali». Ironizza Gianni Riotta: «Aridatece Jader Jacobelli e Tribuna Politica», mentre Cerasa scrive: «Non bene Vendola: non risponde alla domanda, pasticcia con domanda la sostenitrice».

Chi se l’è cavata meglio su alleanze e governo? Per Gianni Riotta «tutti troppo slalom sulle uova», per Cerasa «Vendola e Renzi. Renzi ha persino dato una mezza notizia. Il no a Casini tira», per Menichini «Renzi più efficace, anche se non sono d’accordo con lui. Bersani più responsabile sull’ampiezza della coalizione», e anche Francesco Costa conferma: «Renzi e Vendola i più chiari, Bersani se l’è cavata».

Ma alla fine, chi ha vinto il confronto? Per Francesco Costa «nessuno nettamente. Tabacci e Puppato hanno sprecato la loro opportunità». Per Claudio Cerasa, «hanno vinto Renzi, Bersani, Vendola. Renzi chiaro sorridente sicuro. Bersani timido imbronciato ma autorevole. Vendola pimpante ma fumoso». Secondo Stefano Menichini «ha vinto il centrosinistra, hanno vinto le primarie. E Bersani e Renzi che le hanno rese possibili»

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