Il sindaco contro le tasse e i fondi ai partiti (da www.matteorenzi.it)

unitaNiente patrimoniale e nessuna volontà di mettere in discussione il patto di stabilità con l’Europa. Cravatta viola (scaramantica opzione pro Fiorentina), voce un po’ rotta dall’emozione e un sorriso a mezza bocca, Renzi inzia come gli altri dalle tasse. E punta a mostrarsi come il più «montiano». Promette che non aumenterà la pressione fiscale, ma anche che non toccherà l’attuale Imu. E a riprova che a Palazzo Chigi può fare quel che dice ricorda che a Firenze le tasse le ha abbassate mettendo l’addizionale Irpef ai livelli più bassi d’Italia. Il come è una lotta all’evasione che prenda esempio dal modello Usa lontano da Equitalia «debole coi forti e forte coi deboli». Mentre la patrimoniale, dice a Vendola, è «una mezza barzelletta» visto che i super-ricchi ufficiali oggi sono poche centinaia. E anche sul patto di stabilità prende le distanze dalle posizioni di sinistra spiegando che solo metterlo in discussione si reca «un danno all’Italia».
Insomma via Sky Renzi cerca di far capire che da leader del centrosinistra sposterebbe l’asse più verso il centro. Ma non rinunciando a promettere un cambiamento profondo.
Quello che abbatterà le rendite di posizione e consentirà ai giovani di «giocarsela» perché «conoscono qualcosa non qualcuno». Il che presuppone ad esempio la «rottamazione» della riforma Fornero sul lavoro, perché troppo timida, sostituendola con la flex security di Ichino. Ma il vero spirito del sindaco rottamatore viene fuori quando si parla di costi della politica. Ribatte a Vendola sul finanziamento pubblico dei partiti che Renzi vuole abolire (beccandosi del demagogo da Tabacci) anche perché fin qui, ricorda, i ricchi la politica l’hanno fatta lo stesso anche grazie al fatto che il centrosinistra non ha mai approvato una legge sul conflitto di interessi.
Per Renzi il modello da seguire è quello dei finanziamenti privati come negli Usa. Quanto ai tagli ai costi della politica vanno fatti subito, dice, non perché servono a rimettere a posto i conti pubblici ma per ridare «credibilità» alla politica di fronte ai cittadini. E qui Renzi si differenzia da tutti gli altri concorrenti. L’unica sintonia con Vendola la trova nell’escludere un’alleanza con Casini.
Nel suo pantheon del centrosinistra indica Nelson Mandela e la tunisina Lina Ben Mhenni che col suo pc prima ha combattuto per la rivoluzione, ora per i diritti delle donne.
L’appello lo ha rivolto al futuro, in cui «la vecchia classe politica ha buttato tutta la spazzatura», mentre lui ci vede un’Italia diversa.

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