Renzi: no all’alleanza con Casini (da www.lastampa.it)

CARLO BERTINI
Bersani: allargare la coalizione progressista. Ma dopo Vendola anche il sindaco di Firenze
chiude all’Udc
ROMA

Nelle ore della vigilia del «Confronto» tengono banco le polemiche, ma durante il match non si può dire che i contendenti se le diano di santa ragione, anzi a tratti il rischio è un eccesso di fair play. Ma le regole ferree, un minuto e mezzo a testa e solo tre occasioni a testa di controbattere l’avversario, fanno piombare in casa nostra un format all’americana che evita i battibecchi e consente di far chiarezza sui contenuti di ognuno. E anche se la sfida su cui sono puntati i riflettori è quella tra i primi due favoriti alle primarie, Bersani e Renzi, alla fine ne esce una partita in cui tutti hanno il loro Xfactor: i «live-poll» di Demopolis vedono il sindaco in testa per la chiarezza del linguaggio, Vendola primeggiare come il «più coinvolgente» (secondo Renzi, terza la Puppato) e Bersani come quello con «il programma più concreto», seguito da Renzi e Tabacci.  

Sul governo che verrà, c’è chi vuole Casini e chi no, come Vendola e Renzi; tutti d’accordo a cambiare la riforma del lavoro della Fornero; sull’Europa qualche screzio tra Renzi e Vendola; e sui costi della politica, tutti per tagliarli ma con ricette diverse. 

Tasse  

Il primo a rispondere dal podietto è Tabacci: «Il peso fiscale è insopportabile per quelli che le tasse le pagano. E se le pagano tutti, si possono abbassare». La Puppato vuole «redistribuire il reddito con una corretta riduzione fiscale sui quelli medi e bassi». E’ il turno di Renzi: «Non si possono più alzare le tasse. E l’Imu resta così com’è». Vendola vuole una rimodulazione dell’Irpef, far pagare meno ai ceti medi e bassi, e rilancia la ricetta di Hollande, 75% di tasse per i redditi da 1 milione in su. Tira le fila del primo round Bersani, «abbassare le tasse sui redditi medio-bassi e sul lavoro e chi investe sull’occupazione. Nuove tasse? Per alleggerire l’Imu, ci vuole un’imposta personale sui grandi patrimoni immobiliari. E su quelli finanziari mi accontenterei di farli emergere, con una vera tracciabilità». Renzi sull’evasione propone il modello americano che fa recuperare 50 miliardi di dollari. E dà la prima botta, «a Nichi dico ok alla patrimoniale a chi ha più di 1 milione di euro, ma sono in tutto 796 oggi in Italia, o allarghiamo la base o è una barzelletta». «E’ ovvio – replica Vendola – che va allargata, ma penso all’incrocio di banche dati per un’anagrafe della ricchezza. Il problema, caro Renzi, è stanare la ricchezza e la patrimoniale, diceva Einaudi, è uno strumento di coesione sociale. E la tracciabilità di contante deve scendere a 300 euro». Concorda Bersani, che vorrebbe «una lotta europea ai paradisi fiscali, mai più un condono in Italia», e si guadagna il primo applauso a scena aperta. 

Europa  

Renzi, come si comporterà con la Germania con la crisi dell’Euro?, chiede il moderatore di Sky, Semprini: «Soffriamo di provincialismo con la Germania. Ma vorrei gli stati uniti d’Europa, con l’elezione diretta del presidente», applauso a scena aperta. Vendola è apocalittico, «il progetto di Ue sta deflagrando, le ambizioni di Spinelli stanno finendo in un buco nero, l’Europa non c’è se non difende il suo welfare, ma la lotta contro il debito mina le fondamenta di socialità».  

Bersani invece direbbe «alla signora Merkel di non litigare. Noi non abbiamo approfittato del calo dei tassi dopo l’euro ma la Germania ha preso il comando nell’economia reale. Mettiamoci d’accordo, controlliamo i bilanci, ma in cambio di un allentamento della stretta di austerità. Non c’è bisogno di toccare il patto di stabilità, ma di aggiungere alcune scelte».  

Occupazione  

Quando tocca a Renzi, battuta ad effetto «questo è un paese dove troverai lavoro se conosci qualcosa, non se conosci qualcuno». E se Renzi propone il contratto unico sul lavoro di Ichino, investire sulla green economy, su internet e cultura, Vendola contesta la riforma della Fornero «uno sfregio alla civiltà del lavoro». E tutti chiedono a Marchionne di fare chiarezza sui progetti della Fiat, con qualche scintilla tra i candidati, quando Bersani e Vendola rinfacciano a Renzi di aver creduto in Fabbrica Italia e appoggiato il referendum su Pomigliano.  

Diritti  

Si ai matrimoni gay e alle adozioni, dice Puppato. Renzi e Bersani propugnano il modello tedesco di diritti ai gay, ma no alle adozioni, per Vendola «è il momento di chiedere diritti interi e uguali per tutti, anche adottare un figlio». 

Casta  

Cosa pensate di tagliare, stipendi, deputati, vitalizi? Renzi abolirebbe il finanziamento pubblico sostituendolo con il modello americano, gli altri no. Vendola metterebbe un tetto di spesa per le campagne elettorali; sul dimezzare i parlamentari tutti concordano. Bersani non vuole eliminare il finanziamento pubblico perché le banche d’affari finanziano le campagne negli Usa. Replica Renzi: «Se il referendum dice di abolire il finanziamento pubblico, si prendono in giro i cittadini se il giorno dopo fai una legge che lo reintroduce». 

Coalizione  

Un governo per metà di donne lo vogliono tutti, «ma fatico a vedere Casini alleato», dice Vendola. La coalizione ideale di Bersani è «quelli che sono qui e liste civiche, ma senza essere settari, restiamo aperti ai moderati». Anche Renzi segue lo schema di Nichi, «parità di genere, con un governo di 10 persone, nella nostra alleanza non ci deve stare Casini, penso che ci voglia chiarezza, si dice all’inizio e non alla fine da che parte si sta. Di Casini ne abbiamo già abbastanza di nostri».  

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