Nicola Eynard: “Perché sostengo Matteo Renzi” (da www.matteorenzi.it)

Molte persone (militanti del PD e non) con le quali, in questi anni, ho condiviso ideali progressisti, oggi mi guardano stupite, sconcertate dal fatto che io possa sostenere uno così. Un giovane impertinente, che non sembra avere il dovuto rispetto per la gloriosa storia della sinistra italiana (forse gli interessa troppo il futuro piuttosto che il passato); sospettato di intelligenza con il nemico perché è un ottimo comunicatore (ma è un difetto?) e perché non insiste nel parlar male di Berlusconi (cosa in cui noi ci siamo applicati con estenuante sterilità negli ultimi 20 anni). Ma perché questa diffidenza istintiva verso il Sindaco di Firenze? 

Confrontando i programmi di Renzi e Bersani, non mi sembra ci siano contrasti tali da renderli incompatibili (ci mancherebbe!). Entrambi contengono alcuni punti fermi: dall’europeismo convinto all’importanza dell’agenda Monti, dalla centralità del lavoro, alla lotta al precariato e all’evasione fiscale; dall’affermazione dello ius soli al valore strategico dato all’istruzione, alla ricerca, alla cultura.

Tra le differenze c’è il diverso accento dato alle parole equità e merito. Per entrambi sono fondamentali, ma Bersani dà più peso alla prima, Renzi alla seconda. E in questo dimostra coraggio, perché merito è un concetto che in Italia non ha mai avuto cittadinanza, né a destra, né a sinistra. Ma se nella scuola pubblica la carriera dei docenti è solo per anzianità, potremo mai diventare un paese che punta davvero sull’istruzione? Se i concorsi di architettura praticamente non esistono, potremo mai pensare di valorizzare il nostro territorio? Se non si prova a scalfire la prassi dominante fatta di rendite, privilegi, clientele e familismo, come potremo tutelare il Bene comune, i cittadini più deboli?

Un’altra differenza importante riguarda le proposte per il lavoro. Renzi mi appare più chiaro e più sensibile ad un mondo che è completamente diverso da quello di 20 anni fa. Condivide la proposta della Flexsecurity di Ichino, così come, al congresso del 2009, fece Ignazio Marino, considerato allora il candidato della sinistra più moderna e innovativa. Ma perché ieri Marino sì ed oggi Renzi no?

Se poi guardiamo ai fatti, ovvero a ciò che Renzi sta facendo come Sindaco, cos’è che non convince? Forse la coraggiosa politica contro il consumo di suolo (il Piano a volumi Zero) e per l’incremento delle aree pedonali? Oppure la parità di genere, diventata realtà in una Giunta con 5 assessori donna su 9? O ancora il grande sforzo in atto per la realizzazione di asili nido comunali? O la totale trasparenza della macchina amministrativa?

Nessuno meglio di Renzi incarna oggi il progetto di PD che 4 anni fa mi ha spinto, per la prima volta nella vita, a prendere una tessera di partito. Una forza politica moderna, veramente aperta e inclusiva; che si rivolge al Paese, non solo ad una sua parte; che ha il coraggio di coinvolgere gli elettori facendosi contaminare, inventando le primarie. Ora perché non è più così? Stiamo diventando un partito identitario, custode delle proprie radici, ma che appare arroccato, chiuso nella difesa conservativa dello status quo, piuttosto che in movimento verso nuove strade. Dalle speranze della stagione dell’Ulivo, ci stiamo riducendo all’ennesimo cambio di nome del PCI, PDS, DS, con una spolverata di cattolicesimo democratico.

Infine ricordiamoci che dopo le primarie ci sono le “secondarie”, quelle più importanti. E lì, tra i 5 candidati, quello che ha maggiori possibilità è proprio Renzi. Perché è l’unico credibile nell’indicare la necessità di una vera svolta, che è il solo modo per non farsi travolgere dall’antipolitica. Perché è in grado di rivolgersi a tutti i cittadini e di convincere gli elettori delusi dai partiti di centro-destra. Perché sostiene con forza un PD a vocazione maggioritaria e non un ritorno al proporzionale della Prima Repubblica. Perché ha il coraggio di dire no a Casini e di pensare che il centro-sinistra possa diventare maggioranza in Italia, senza voler sempre cercare improbabili accordi con i “moderati”. E anche questa mi sembra un’ottima ragione per sostenere Matteo Renzi!

NICOLA EYNARD, segretario cittadino del Pd di Bergamo

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