Berlusconi proponga la Bonino!

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

http://www.pensalibero.it/2013/04/berlusconi-proponga-la-bonino/

14 apr 2013

Editoriale

Berlusconi proponga la Bonino!

Se Bersani non ci sta, la proposta la faccia Berlusconi!, almeno conosceremo anche noi cosa c’è sotto la sua mascherina, che, qui s’intende, è quella di Bersani.

Emma_Bonino_Quirinale1Mercoledì scorso, l’Europa ha avvisato di nuovo l’Italia. E’ passato poco più di un anno e mezzo dal precedente invito della UE recapitato all’allora in carica governo Berlusconi. E tuttavia, nonostante gli interventi del governo Monti ancora in carica, la situazione sembra addirittura peggiorata con un debito pubblico che ha raggiunto il 130% del PIL annuo.

E’ questo certamente un dato essenziale da cui partire in ordine all’attuale situazione politica di stallo, che a breve dovrà comunque portare all’elezione del nuovo Capo dello Stato, per il prossimo settennato, e quindi in un contesto nazionale ed internazionale, dominante, in cui sarà probabilmente chiamato ad esercitare un ruolo ed una funzione di cui non v’è traccia nel passato della nostra repubblica.

Quali sono le ragioni di un debito crescente, nonostante le misura di austerità adottate? Un’economia di debito, rispetto alla nostra odierna struttura economico-produttiva, è ancora in grado di generare ricchezza? Se così fosse, sarebbe ragionevole pensare a nuove forme d’investimento piuttosto che a nuove politiche di austerità. Ma siamo proprio sicuri che è così?! Perché, in effetti, sarebbe del tutto strano che in Europa e nel nostro paese non è di fatto ancora emersa una diversa strategia.

Secondo le stime della Ragioneria Generale dello Stato, nonostante il patto di stabilità invalso dai tempi dell’avvento dell’euro, i debiti della PA – e in particolare negli ultimi anni – sono così aumentati in rapida successione: 61 miliardi nel 2009, 74 nel 2010, 80 nel 2011, ed è storia di questi giorni agli attuali quasi 100 miliardi. A tutto questo, si aggiunge purtroppo una situazione mai così grave in Italia dal punto di vista dell’occupazione: a febbraio i dati Istat hanno registrato un aumento della disoccupazione all’11,7% e in particolare la disoccupazione giovanile (15-24 anni) ha raggiunto il massimo storico del 37,8%, addirittura 0,8 punti percentuali in più rispetto al mese immediatamente precedente. Questi dati stanno tuttavia ad indicare una tendenza che risulta confermata in tutta l’Eurozona: secondo Eurostat, il dato della disoccupazione registrato a gennaio è pari all’11,9%, in crescita a febbraio e pari al 12%. Com’è evidente, si tratta pertanto di una crisi economica internazionale di grosse dimensioni, che non può essere affrontata in chiave nazionalistica, come dimostrano in Europa i salvataggi, più propriamente cercati e non imposti, di Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna (PIGS).

Rispetto all’attuale situazione italiana, la politica non dovrebbe più esitare nel chiedersi onestamente cosa fare, cosa compete a lei fare al fine di creare le condizioni per la formazione di ricchezza. L’elezione del prossimo inquilino del Colle è certamente una di queste precondizioni.

Se, com’è del tutto evidente, la nostra crisi è stata generata in parte da una nostra cattiva politica che, da quasi venti anni, ha agevolato la perdita d’importanti quote del mercato produttivo internazionale; se occorre quindi disegnare un nuovo patto tra le forze politiche dell’arco costituzionale, mai così profondamente divise come all’esito dell’ultima tornata elettorale; se, com’è parimenti evidente, occorre comunque ristabilire un clima di nuova fiducia nelle istituzioni e rappresentatività delle stesse, e in primis quella del Capo di tutti i cittadini; se, come si diceva, probabilmente occorrerà rivedere il ruolo e la funzione del nuovo Capo dello Stato, provvedendo in genere all’assegnazione di nuovi e più ampi poteri d’intervento; se, questo e molto altro ancora richiede in effetti un cambio sostanziale d’indirizzo rispetto ad un passato consociativistico che necessita abbandonare al più presto; ad evitare che l’antipolitica prenda definitivamente il sopravvento, provvedano Ber-Ber, anche a fronte di un ultimoinciucio, a far eleggere una personalità come Emma Bonino!

E se Bersani non ci sta, la proposta la faccia Berlusconi!, almeno conosceremo anche noi cosa c’è sotto la sua mascherina, che, qui s’intende, è quella di Bersani.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Contributi Esterni. Contrassegna il permalink.