E’ tempo di cambiare

Di recente il segretario provinciale del PD di Salerno ha sollevato la ramazza e, post factum, dichiarato che:

            1) egli “critica da tempo il gruppo dirigente nazionale del PD”, il quale (ad eccezione di quello salernitano) ”deve essere spazzato via”;

            2)”un accordo tra Renzi e Bersani” avrebbe evitato le primarie ed assicurato la vittoria del Pd alle politiche del febbraio del 2013;

Chi guida, al centro come in periferia, un partito nazionale e federale “apprende” dall’ambiente in cui agisce e dai propri errori. Essi sono meglio colti quanto più si riconosce il fallimento di “piani politici”, si accetta la smentita elettorale, si favorisce un nuovo inizio attraverso il ricambio dell’elite anche locale.

Non vi sono  soggetti (a noi noti) predestinati a cogliere l’oggettivo sviluppo degli avvenimenti o a padroneggiarne l’attuazione cavalcando “astutamente” tutte le sue fasi, quali esse siano.

L’’irritazione dei cittadini, piegati dalla crisi economica, verso il sistema pubblico e le sue “istituzioni politiche” centrali e territoriali è spiegata dalla  pervicacia con cui si elude la richiesta di autoriforma dei partiti, decaduti a “folla vociante ed inconcludente”.

Ricordiamo che la totalità della segreteria provinciale di Salerno, al seguito di Vincenzo De Luca, si è “di getto” imbarcata sull’accogliente e spazioso galeone capitanato da Bersani. Ha cioè, con determinazione e senza tentennamento alcuno, condiviso la linea politica e culturale (unità delle sinistre ed accordo postelettorale con Monti) intestata a Bersani ed allestita per realizzare la presa (data per certa) di Palazzo Chigi, a guisa di gigantesca multiutility che attendeva solo “il predestinato e saggio” timoniere.

Non a caso la dirigenza locale del PD ha operato con zelo affinchè Salerno divenisse il territorio più “bersaniano” d’Italia.

Per esprimere tale (pretesa di) di primato, il Sindaco di Salerno ha financo affiancato (più di Renzi) Pierluigi Bersani nelle manifestazioni tenute in alcune città del Nord Italia, in unità profonda di intenti tra apparato emiliano ed apparato salernitano, accomunati dalla concezione (verticale) del rapporto amministrazione, politica, partito, società.

E tuttavia non riusciamo a capire sulla base di quali dati di voto la segreteria provinciale del Pd esime se medesima dalle contestazioni, giuste nel merito (e sprezzanti nella forma), che rivolge al solo gruppo di dirigente romano (“..Vanno spazzati via..”)

Il rivendicato primato politico/morale, fondato sull’ostentato “modello amministrativo città di Salerno”, non trova riscontro sul piano elettorale.

In provincia di Salerno il PD di “Bersani, De Luca e Landolfi… & C.” perde 57.573 voti pari al 29,74% sul 2008. A Salerno città perde  8.685 voti, il 27,00% sul 2008. La perdita di voti nel territorio salernitano corrisponde a quanto purtroppo accaduto in Italia al PD che cala del 28,04% sul 2008. Il risultato negativo è rilevante perché si accompagna alla pessima prova elettorale fornita dal PDL campano e salernitano (di Caldoro, Cesaro, Cosentino, Cirielli) che cala di 773.999 voti, il 47,2% sul 2008 (non a caso, maggiore perdita regionale dopo la Lombardia)

Noi riteniamo che tale sconfitta, con la capitalizzazione del contributo di Matteo Renzi e di tanti cittadini ostili a logiche oligarchiche (manifestatosi grazie alle primarie), sia recuperabile.

È necessario però che anche a Salerno il PD proceda all’indilazionabile ricambio del gruppo dirigente locale con una analisi franca del recente voto politico e con l’ambizione “maggioritaria” di “scuotersi” per “andare oltre” la rappresentanza residuale del proprio tradizionale bacino sociale e territoriale di riferimento.

Salerno, lunedì 7 maggio 2013

Lucio Avagliano

Alberto Cardone

Giovanni Celenta

Alfonso Conte

Claudio D’Ambrosio

Marco De Santis

Silvia Ferrara

Andrea Fierro

Alfonso Fiorillo

Mario Fiorillo

Matteo Franco

Sergio Fruncillo

Sabato Fusco

Roberto Galisi

Bruno Giannattasio

Angelo Giubileo

Alfredo Orientale

Pierpaolo Roberto

Maurizio Scognamiglio

Antonella Scannapieco

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