La fantasia dei nostri governanti in fatto di tasse

Certamente non si può dire che ai nostri governanti manchi la fantasia, la fantasia nell’inventarsi nuovi nomi per le imposte che ci tocca pagare.

TARSU, TARES, TIA, ICI, IMU, SERVIX TAX, ora la TASI. Dicono di voler razionalizzare il sistema, a me sembra il solito gioco delle tre carte, quello del dire di non farci pagare un’imposta, reintroducendola sotto altre e mentite spoglie.

Al centro di quest’infinita e parossistica vicenda c’è l’IMU.

Pare evidente che non si possa fare a meno del gettito che ne deriva, o ne deriverebbe, dal pagamento dell’IMU sulla prima casa. Da qui ne scaturisce quest’affannosa ricerca di nuove imposte, che garantiscano quello stesso gettito, facendo credere che la prima casa non sia tassata.

E’ la conseguenza dell’aver portato al Governo del Paese le “sentinelle delle tasse”, la PDL/Forza Italia, che sta chiaramente riuscendo nel suo obiettivo, quello di evitare l’innalzamento della pressione fiscale, o meglio, quello di farlo percepire come tale.

Si potrebbe fare altro, si potrebbero, per esempio, ridurre gli sprechi, che non sono quelli che linearmente vengono tagliati, ma quelli derivanti dalla diffusissima corruzione e dall’atavica inefficienza della macchina pubblica.

Credete che convenga? Perchè fare ciò, rischiando in questo modo di toccare categorie ed interessi che possono tornare utili in campagna elettorale?

Mettiamo da parte i soldini per pagare la TASI, tanto al momento sperare in altro è completamente inutile.

Alberto Cardone

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