Nicola Landolfi, UNIRE, unisce, ma non quello che servirebbe

Nicola Landolfi, il Segretario provinciale del PD Salerno uscente, ricandidatosi alla Segreteria, sostiene di essersi riproposto per UNIRE il Partito in provincia.

E’ meritorio il suo intento, anche se ai miei occhi appare in chiara ed evidente contraddizione con quanto realizzato nei tre anni di direzione del Partito, un Partito nel quale si è teso ad ostacolare, se non impedire, qualsiasi forma di dissenso, producendo quelle lacerazioni e divisioni che hanno regalato quasi tutta la provincia al peggior centrodestra che si sia mai visto, quello rappresentato dall’On. Cirielli.

E’ anche vero, comunque, che il suo voler UNIRE dell’oggi ha prodotto qualche effetto, è riuscito, con il chiaro intento della conservazione dello status quo, a far riappacificare i due grandi nemici, Vincenzo De Luca e i due Valiante, padre e figlio, attorno alla sua candidatura.

Ricordate la contesa delle ultime elezioni regionali tra il deluchiano Picarone ed Antonio Valiante su quel pugno di voti che poi determineranno l’elezione al Consiglio regionale della Campania di Antonio Valiante? Non lesinarono l’un l’altro le peggiori accuse. Si arrivò, tra esponenti dello stesso Partito, a parlare di brogli.

Oggi, tutto dimenticato, tutto accantonato, in nome della rielezione di Landolfi, che ha così “ben operato”.

Tremo all’idea che siano puri riposizionamenti, quelli a cui andiamo assistendo, in vista della contesa ben più importante, quella per la Segreteria nazionale.

Al momento il quadro è questo: Landolfi, Area Dem, sosterrà Renzi, De Luca ancora non si sa, all’affannosa ricerca com’è di nuovi padrini, dopo la dipartita di Bersani, i bene informati dicono che stia cercando un abboccamento con Renzi, Valiante, padre e figlio, schierati a sostegno di Cuperlo.

Bella coerenza, direi, quella coerenza che ritengo essere un valore imprescindibile.

Di tutto questo guazzabuglio, sinceramente non so che dire e pensare, soprattutto, non so, al punto in cui siamo, che fine farà il “povero” PD in provincia di Salerno.

Alberto Cardone

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