Case in comodato esenti IMU? Lo decide il Comune ed il Comune di Salerno che fa, o ha già fatto? (di Alberto Cardone)

E’ argomento che tratto su sollecitazione ed input di cittadini salernitani, in attesa di conoscere quanto deciso nel merito dall’Amministrazione Comunale di Salerno.

Tra le tante iniquità ed ingiustizie perpetrate per mezzo dell’IMU, quella che equipara, ai fini del pagamento dell’imposta, le abitazioni occupate dai familiari in primo grado alle seconde case, può essere tranquillamente definita la più odiosa.

Breve ricostruzione dei fatti.

Come sapete l’IMU ha essenzialmente sostituito l’ICI, l’imposta precedentemente pagata sugli immobili di proprietà. Nel caso di specie, l’ICI prevedeva che le seconde case occupate, abitate, date in comodato d’uso gratuito ai propri familiari (esempio: un alloggio di proprietà di un figlio abitato dai genitori, o viceversa) fosse equiparato alla prima abitazione, all’abitazione principale e quindi, assoggettabile agli stessi oneri e doveri. Con l’introduzione dell’IMU il principio sopra descritto, è stato abolito, pertanto, le abitazioni occupate dai propri familiari sono state equiparate in tutto e per tutto alle seconde case, ancor peggio, libere ed a disposizione. Nella sostanza, io proprietario di casa occupata da un mio familiare, non solo non ho la possibilità di poterne percepire un reddito, un fitto, ma mi trovo obbligato al pagamento dell’IMU per le seconde case.

Il Legislatore una volta tanto ha ascoltato gli appelli che gli sono giunti e così, il Parlamento, in sede di ratifica del Decreto Legge 102/2013, ha sanato l’evidente errore commesso.

Dall’ottobre 2013 le abitazioni date in uso gratuito ad un familiare sono equiparate in tutto e per tutto alle abitazioni principali, quindi, sono esenti dal pagamento dell’IMU, sempre che i Comuni entro il 30 novembre 2013 deliberino in tal senso, cioè, accettino la sollecitazione fatta loro dal Legislatore, rinunciando al pagamento da parte dei propri concittadini, già della seconda rata IMU, quella dovuta per il mese prossimo.

Da qui ne deriva la domanda posta ai nostri Amministratori nel titolo di questo mio scritto.

Non io, ovviamente, ma i cittadini salernitani, penalizzati dall’applicazione di una norma ingiusta, meritano una risposta ed attenzione.

Non credo possano essere moltissimi, i salernitani assoggettabili alla fattispecie qui descritta e proprio perché non moltissimi, spero che l’Amministrazione possa e sappia valutare la scarsa rilevanza dei provvedimenti da assumersi per le casse comunali.

Mi auguro, comunque, di essere smentito dall’Assessore al ramo, Alfonso Buonaiuto, che vorrà rendere noto alla città di aver già provveduto.

Se così dovesse essere, mi sia consentito il far rilevare che al sito web del Comune di Salerno, nulla viene detto nel merito, sito web che ultimamente sembra essere un po’ come buona parte della nostra città, abbandonato a se stesso.

Resto in attesa di risposte, augurandomi che non vogliano giungere dopo il 30 novembre, quando potrebbe essere troppo tardi, per le risposte, ma ancor prima, per la deliberazione nel senso sperato.

Alberto Cardone

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