I piani di De Luca e le motivazioni del suo cambio di bandiera (di Alberto Cardone)

Ieri De Luca, rispondendo alle argomentazioni del Ministro Lupi sull’incompatibilità del Sindaco di Salerno e sul conseguente mancato conferimento delle deleghe, oltre ai soliti sfottò, a cui siamo ampiamente abituati, ha chiarito quali siano i suoi piani e soprattutto, il perché abbia deciso di abbandonare l’area politica del Pd alla quale si è sempre riferito, per sostenere la candidatura a Segretario nazionale del Partito di Matteo Renzi.

Il piano resta dunque sempre quello di insistere nella permanenza in un Governo, quello a guida Letta, dove chiaramente nessuno lo vuole, nella convinzione che questo e solo questo possa rappresentare il trampolino di lancio per una sua futura ricandidatura alla guida della Regione Campania.

E’ l’8 dicembre, il giorno in cui si terranno le Primarie del PD, la data indicata da De Luca perché possa essere finalmente sciolto il nodo relativo alla sua incompatibilità ed alle deleghe e non a caso è quella la data in cui tutto si dovrebbe chiarire.

De Luca, nella sostanza, confida nella vittoria di Matteo Renzi ed in un conseguente rimpasto di Governo, che al di là dei progetti del giovane Sindaco di Firenze, ci dovrà necessariamente essere, dopo la fuoriuscita dalla maggioranza di Forza Italia.

Nel possibile rimpasto di Governo il continuare a rappresentare l’area bersaniana non avrebbe potuto che nuocergli, magari avrebbe potuto mettere in discussione la sua permanenza nell’Esecutivo, facendolo così rimanere con un pugno di mosche, avendo nel frattempo perso anche la possibilità di potersi ricandidare per un nuovo mandato a Sindaco di Salerno.

E’ palese che l’essere considerato appartenente all’area renziana, sicuramente gli garantisca la possibilità di mantenere il posto da Vice Ministro che già occupa e gli offre l’opportunità di chiedere altro, molto più delle semplici deleghe, perché no, la stessa poltrona di Lupi, nel ribilanciamento delle forze rappresentate nel Governo.

A mio modesto parere, è un azzardo, è un azzardo che non tiene conto di un aspetto niente affatto secondario, ovvero sia, che il Governo Letta in tanto continuerà ad aver vita, fin quando il Nuovo Centro Destra lo sosterrà, come ha giustamente sottolineato il Ministro Alfano.

Si può sostenere che Lupi in questo momento sia più debole? Io non lo credo affatto.

Che cosa se ne ricava da tutta questa vicenda?

Se ne ricava che quella di De Luca è una manovra da bassa politica politicante, quella stessa che lui ha detto di combattere per anni, ricavandone parte del forte consenso nella sua città.

La cosa che più mi dispiace è che i “renziani” storici della provincia di Salerno, o alcuni di essi, abbiano deciso di prestare il loro fianco a queste spregevoli manovre e che su tutta la vicenda lo stesso Matteo Renzi continui ad essere silente, confermando così la tesi che lo vuole condiscendente.

Al fine, rilevo l’assenza di politica, quella con la p maiuscola, rilevo l’assenza di idealità, coscienza e convinzioni, in tutto quanto sta accadendo, fatto che mi fa disperare e credere che Salerno, vada come vada, non ha alcuna possibilità e speranza di Cambiare Verso.

Alberto Cardone

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