Le precisazioni di Sgarbi non mi convincono (di Alberto Cardone)

Caro Sgarbi, non mi trovo.

Sarà l’età, saranno le mille cose che quotidianamente mi passano davanti, ma mi sembra di ricordare un progetto, quello predisposto da Oriol Bohigas per l’area di Santa Teresa, non certamente invasivo, ma tendente, comunque, alla riqualificazione di un’area decisamente degradata della nostra città.

Bohigas, pur avendo avuto l’intuizione di costruire in quell’area una piazza sul mare, sicuramente non prevedeva la costruzione di un fabbricato come il Crescent, quello disegnato da Boffil ed in via di realizzazione, fabbricato che nei fatti erige un’evidentissima barriera, un più che evidente ostacolo, chiaramente frapposto tra il centro storico della città ed il suo mare.

Per un’esatta ricostruzione storica dei fatti segnalo che il progetto di Bohigas era parte del PRG presentato al Consiglio Comunale nel lontano 2003, Sindaco all’ora Mario De Biase, PRG mai approvato ed ampiamente rivisto, corretto, modificato, fino a stravolgerne nei fatti le linee guida negli anni successivi. A tal proposito vi invito a leggere quanto scriveva nell’aprile del 2012 il quotidiano On Line “Linkiesta”, “A Salerno gli ecomostri sono chic e parlano catalano”, o cosa ne scriveva il quotidiano cittadino del Gruppo Editoriale l’Espresso/Repubblica, “la Città”, nel maggio del 2010, “Un’estate diversa a Santa Teresa”.

Alla luce di quanto detto, credo proprio che Vittorio Sgarbi abbia fatto un po’ di confusione tra il chi ed il che cosa abbia criticato in passato, che per una questione di tempi non poteva che essere il costruendo Crescent di Boffil. Tra l’altro mi è apparso assai male informato anche del progetto in via di realizzazione. Ciò mi è ampiamente confermato da quanto egli stesso ha affermato durante il sopralluogo effettuato nell’area del cantiere, una descrizione dei luoghi che non ha tenuto chiaramente conto della prevista costruzione di altre palazzine a completamento del semicerchio voluto da Boffil.

L’amara verità è che Sgarbi a Salerno si è goduto il bagno di folla per l’inaugurazione delle Luci d’Artista, ha riconquistato le prime pagine dei giornali, ha attirato su di se un po’ di attenzione, ha fatto una fugace visita  al Crescent, ma poi se ne è tornato a casa sua. A noi salernitani, invece, quell’enormità rappresentata dalla Piazza della Libertà e dal Crescent, ci toccherà di tenercela davanti agli occhi tutti i santi giorni. Arte, architettura contemporanea che attirerà folle di visitatori da tutti il mondo? Me lo auguro, ma sinceramente poco ci credo.

Alberto Cardone

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