Primarie PD, a Salerno si chiede il voto per qualcuno, non per qualcosa (di Alberto Cardone)

Terribile destino quello di Salerno e dei salernitani. Per l’ennesima volta si è invitati ad offrire la propria partecipazione ed il proprio consenso non ad un’idea, ad un programma, ad un progetto, ma a qualcuno, un nuovo referendum per decidere delle sorti e del futuro politico di un candidato non candidato, ma candidato per interposta persona.

E’ esattamente quello che è successo nelle Primarie del centrosinistra dell’anno scorso, indette per la scelta del candidato Premier, è quello che è successo nel febbraio scorso in occasione del voto per le politiche ed è quello che sta per accadere domenica prossima, 8 dicembre, in occasione delle Primarie PD per l’elezione del nuovo Segretario nazionale del Partito.

Comunque la si voglia vedere e valutare, mi appare evidente che i salernitani non siano più titolari delle loro scelte. Il loro voto, a chiunque venga dato, sarà interpretato come l’affermazione, o la negazione del proprio consenso a chi ci ha messo ancora una volta e pesantemente la faccia, pur non essendo apparentemente parte in causa.

Ancor più tragico è il voler attribuire alla partecipazione ed al voto di domenica prossima una fondamentale importanza per il futuro di una città e di un intero territorio, drammatizzazione eccessiva delle scelte da compiere, perché strettamente legate alla posizione ed al ruolo che qualcuno dovrebbe, o potrebbe assumere in futuro, identificazione di un’intera comunità con il destino di un’unica persona che è assurda, anacronistica ed offensiva.

Partendo dall’assunto fin qui descritto e dall’amara constatazione che anche la sola partecipazione alle Primarie PD, qui a Salerno, sarà certamente utilizzata strumentalmente perché singoli possano risolvere le loro controversie, a malincuore dichiaro la mia NON PARTECIPAZIONE.

E’ una decisione molto sofferta la mia. Fin qui avevo attivamente partecipato, con entusiasmo e rivestendo ruoli diversi nell’organizzazione, a tutte le Primarie tenutesi. Questa volta, la libertà che ha sempre ispirato le mie scelte, mi porta a prendere decisioni che mai avrei voluto e pensato di prendere.

Il VOTO è MIO e soltanto MIO e nessuno, dico nessuno, può appropriarsene.

Non nascondo, inoltre, che sulla mia decisione abbiano influito il deprimente percorso congressuale, per come lo si è vissuto in provincia di Salerno, tutto e solamente appiattito sulle antiche contrapposizioni localistiche e personalistiche, vero male di un Partito che non riesce ad incidere ed a rappresentare i reali bisogni della nostra comunità ed i ripensamenti ed i riposizionamenti dell’ultim’ora, sicuramente non dovuti a sofferte e meditate scelte compiute, ma puramente strumentali ed utilitaristici, con il pieno e chiaro consenso di chi ha evidentemente beneficiato di quegli scandalosi ed assurdi cambi di casacca.

Tralascio di citare, poi, l’effetto che possono aver generato le notizie apparse sui quotidiani locali e nazionali in merito alle indagini, ancora in corso, da parte della Direzione Distrettuale Anti Mafia, sul tesseramento al PD Salerno, notizie che sia sul piano locale, che su quello nazionale, non potranno che produrre ulteriore disaffezione ed allontanamento.

Mai come in questo momento e per tutte le ragioni esposte, credo che il NON VOTO possa valere ed avere significato più del VOTO.

E’ per questo motivo che mi auguro che tutti i SALERNITANI LIBERI sappiano compiere la mia stessa scelta, rispondendo picche alle lusinghe che a frotte gli pioveranno addosso nelle prossime ore da tutte le parti.

Resto, dunque, alla finestra, comunque speranzoso che qualcosa succeda e possa cambiare. Ai primi segni che qualcosa stia finalmente per cambiare, non mancherò di rioffrire il mio contributo. Adesso no, non è il caso.

Alberto Cardone

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