A Salerno licenza di morire d’inquinamento (di Alberto Cardone)

Il titolo che ho scelto per questo mio scritto può apparire indubbiamente pesante, ma visto lo stato perdurante delle cose, non sono riuscito ad immaginarne uno diverso.

Com’è noto, o come dovrebbe esserlo, le centraline dell’ARPAC, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, hanno segnalato più e più volte il superamento dei limiti imposti dalla Legge della quantità delle nocive polveri sottili presenti nell’atmosfera della città di Salerno.

I dati diffusi dall’ARPAC non hanno fatto altro che confermare quanto i salernitani sanno bene e vivono ogni giorno sulla propria pelle. Mi riferisco all’evidente scarsa qualità dell’aria respirata ed all’aumento esponenziale delle malattie che colpiscono le vie respiratorie.

Le prime vittime i bambini.

Basta chiedere ai Medici Pediatri che hanno in cura i giovani salernitani per averne conferma. La stragrande maggioranza dei bambini della nostra città soffre di allergie, di asma, nei casi più seri di malattie non semplicemente fastidiose, o invalidanti, ma decisamente letali, dovute chiaramente alla pessima qualità dell’aria che sono costretti a respirare.

Le ragioni del crescente inquinamento atmosferico?

Non bisogna essere scienziati per comprenderne le ragioni.

Le polveri sottili segnalate, sono in massima parte prodotte dal caotico traffico veicolare, spesso dovuto all’indisciplina degli automobilisti salernitani, sicuramente alla conformazione di una città stretta tra mare e monti, alla crisi ed alla conseguente inefficienza ed inefficacia del trasporto pubblico urbano, all’anacronistico sistema di viabilità adottato in alcune arterie cittadine ed alla notevole quantità di veicoli che quotidianamente dai comuni limitrofi si indirizzano verso il centro del capoluogo.

L’allarme lanciato è serio, ma è stata altrettanto seria la risposta e l’adozione dei necessari provvedimenti da parte dell’Amministrazione comunale?

A mio modesto avviso, anche per questa grave e preoccupante problematica, l’Amministrazione comunale ha pensato bene di fare solo e sempre pura propaganda, adottando strumenti che oso, si, oso definire, assolutamente ridicoli.

I provvedimenti assunti dal Comune di Salerno.

Si è corso ai ripari emettendo un’ordinanza che ha limitato la circolazione delle auto. Il provvedimento ha riguardato i veicoli a benzina “Euro 0” (tutti quelli immatricolati prima dell’1 gennaio 1993) ed i diesel “Euro 0” e “Euro 1”, immatricolati fino al 31 dicembre 1996. Per tutti i veicoli citati si è vietata la circolazione dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19, ad esclusione di quelli alimentati a metano od equipaggiati con un motore ibrido e termico.

Non so voi, ma personalmente di veicoli come quelli sottoposti ai divieti decretati, ne vedo assai pochi in città. Si può, dunque, ritenere soddisfacente la risposta fornita dalla locale Amministrazione?

Di tutto quanto detto fin qui, ho avuto la fortuna di discuterne, su un noto e frequentatissimo social, con l’Assessore comunale alla viabilità, ricavandone risposte non solo insoddisfacenti, ma concretamente offensive per l’intelligenza umana.

Ai rilievi, credo legittimi, mossi, l’Assessore rispondeva: “ma lei sa dove sono posizionate le centraline dell’ARPAC?”.

Caro Assessore, e con questo che cosa vorrebbe dire, che chi risiede nei pressi delle centraline ARPAC è legittimato a morire d’inquinamento? Ed inoltre, si può pensare che le polveri sottili segnalate possano stazionare solo nei pressi delle centraline?

Tacere dei problemi e l’essere solo dediti all’esaltazione delle presunte virtù, non qualifica il proprio operato, ma diffonde menzogne, bugie e come si sa, le bugie hanno le gambe corte.

Detto dell’inquinamento atmosferico prodotto dal traffico veicolare, come poter dimenticare la diffusione nell’atmosfera di altri pericolosi agenti inquinanti emessi dalle Fonderie Pisano.

Si discute infruttuosamente da anni della delocalizzazione delle Fonderie e molto probabilmente se ne continuerà a discutere inutilmente ancora ed ancora per altri anni, fino a quando dal Sindaco di Salerno si sentirà dire: “l’ARPAC assicura della qualità non nociva delle emissioni prodotte, quindi, non siamo in grado di assumere alcun provvedimento”. Intanto e però, periodicamente parte della città, sicuramente fino al quartiere Calcedonia, viene inondata da un nauseabondo odore di ferro bruciato, che ti prende alla gola e ti toglie il respiro.

E’ una brutta fase, quella che sta vivendo la città di Salerno. Se ne ricava, infatti, l’impressione, che non sia il caso di discutere dei problemi della città, nel mentre si è impegnati a vendere all’esterno meriti che solo il tempo saprà e potrà giudicare tali.

Intanto, ditemi se non ci sia licenza di morire d’inquinamento, oltre che di fame, vista la perdurante e crescente crisi che attanaglia la città di Salerno, ma quest’ultimo è un capitolo che varrà la pena di affrontare un’altra volta.

Alberto Cardone

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