Il PD Campania verso la scelta del suo nuovo Segretario regionale (di Alberto Cardone)

Domenica prossima, domenica 16 febbraio, anche in Campania i tesserati, i simpatizzanti, gli elettori del PD, saranno chiamati ad eleggere in libere primarie il nuovo Segretario regionale del Partito.

Frega a qualcuno il fatto che si avvicini quest’altro “bel momento” di “democrazia”?

A sentire i discorsi della gente, quella detta comune, quella che ti capita ogni giorno d’incontrare e d’ascoltare per strada, sembra proprio che non freghi a nessuno.

Per la verità è eccessivo dire che non freghi a nessuno, visto come ci si è accapigliati e ci è accaniti, fin qui, tra i presunti leader locali del Partito, il Partito che non c’è e che molto probabilmente non ci sarà, per la conquista di un ruolo di rappresentanza, ma anche di piccolo potere.

Come ci racconta la cronaca, dopo il “faticoso” percorso congressuale, quello che ha condotto alle primarie dell’8 dicembre scorso, il PD Campano ha saputo coprirsi di nuova gloria, grazie all’indecoroso spettacolo di cui sono stati artefici i vecchi e nuovi “renziani” della nostra regione, incapaci di esprimere un loro candidato condiviso, ed ancora a seguito delle polemiche, pienamente in corso, relativamente alla presentazione delle liste dei candidati all’Assemblea regionale.

L’ho definito, il PD Campania, il Partito che non c’è ed altrimenti, sinceramente, non saprei come definirlo. Ne spiego brevemente le ragioni.

ll PD Campano ha dato e continua a dare ampiamente prova di essere assolutamente incapace della benchè minima proposta ed iniziativa, assente com’è sui grandi temi che interessano la nostra comunità, il lavoro in primis e poi la criminalità organizzata, l’ambiente ed in conseguenza di ciò, ma non solo di ciò, la salute, solo per citarne alcuni, sicuramente tra i più sentiti e gravosi. Intanto, però, se guardi al numero dei tesserati al PD che la nostra regione sa produrre e se guardi, per esempio, al numero dei partecipanti alla fase congressuale che ha portato all’elezione di Renzi a Segretario nazionale, un numero ben più consistente di quello che si è registrato in regioni come l’Emilia e la Toscana, ne ricavi un’impressione diversa, l’impressione di trovarti al cospetto di un Partito vitale, dove si discute e ci si confronta liberamente, pienamente integrato nella comunità, di cui sa affrontare le problematiche e soddisfarne le necessità.

Lo confesso, provo una profonda amarezza e delusione.

La nomina di due campani, il Nicodemo e la Picierno, nella Segreteria nazionale PD targata Renzi, mi avevano indotto nel credere che fosse giunto il momento della svolta in Campania, che ci si avviava decisamente all’abbandono delle logiche fin qui seguite, quelle che hanno ridotto un grande Partito popolare qual’era e quale doveva continuare ad essere il PD, in un club riservato a pochi intimi, sempre gli stessi, da troppi anni, ormai, a questa parte.

Tutto questo per ribadire e confermare il mio più assoluto disimpegno, disimpegno che sono certo apparterrà anche a tutte le menti libere della nostra regione.

Ne deve fare di strada il PD, il PD di Renzi, per riconquistare la mia fiducia e la mia partecipazione, chissà e perché no, anche il mio voto.

Alberto Cardone

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