Governo Renzi, siamo nella condizione di avere la puzza sotto al naso? No, non lo siamo (di Alberto Cardone)

Trovo assai irritante l’atteggiamento che vanno assumendo alcuni nei confronti del tentativo che va compiendo Matteo Renzi di dare un Governo al Paese finalmente capace di realizzare quelle riforme che si attendono da troppi anni e lo trovo irritante, perché ritengo che non si sia nella condizione di fare gli snob, non certamente ora.

L’Italia sta vivendo una crisi drammatica, sul piano politico, economico, morale e sociale, una crisi della quale non possiamo accusare se non noi stessi, incapaci come siamo stati, per il troppo egoismo di alcuni e per l’indifferenza di altri, di affrontare adeguatamente le sfide posteci dalla globalizzazione in atto.

E’ ambizioso il programma del giovane Sindaco di Firenze.

Renzi vorrebbe poter realizzare una riforma al mese. Magari ci riuscisse, perché conosciamo bene le condizioni date, la qualità e le capacità di chi dovrebbe sostenerlo ed accompagnarlo in questo suo tentativo e gli ostacoli che sicuramente vorranno frapporre le mille lobby ed i poteri occulti, che non potranno che vivere come una seria minaccia al loro dominio qualsiasi riforma che muti lo status quo.

Ma perché si ha la puzza al naso?

Alcuni l’hanno perché ritengono che siano state infrante le antiche liturgie, quelle secondo le quali sarebbe stato più giusto un passaggio parlamentare, una crisi di Governo da provocarsi innanzi ad uno dei due rami del Parlamento, attraverso un chiaro voto di sfiducia. Tra i sostenitori di questa tesi rilevo la presenza di Grillo, lo stesso che fino all’altro ieri accusava il Parlamento di illegittimità, quella sancita a seguito della sentenza della Consulta sulla Legge Elettorale, ora, evidentemente, difensore delle prerogative delle Assemblee di cui chiede lo scioglimento. Personalmente ritengo che sarebbe stata un’inutile perdita di tempo. La fine del Governo Letta l’aveva sancita il Letta stesso, nel momento nel quale gli è venuto a mancare il coraggio di procedere ad un rimpasto della compagine governativa e ad una rimodulazione del programma del suo esecutivo, all’indomani della fuoriuscita di Forza Italia dalla maggioranza. Ne è conseguito un immobilismo per certi aspetti irritante, per altri anacronistico, che oltre a mostrare un’offensiva indifferenza nei confronti dei problemi del Paese, ha costituito un concreto ostacolo al processo riformatore che pure si è tentato di portare avanti in sede parlamentare.

Altri l’hanno perché critici nei confronti delle riforme proposte e delle modalità seguite per la loro redazione. Su molti rilievi mossi, soprattutto nei confronti della Legge Elettorale, quella proposta alla discussione ed all’approvazione del Parlamento, concordo, ma allo stesso tempo inviterei ad avere un pò di sano realismo, quello grazie al quale poter riconoscere che l’attuale composizione della Camera e del Senato è quella che è ed è arduo sperare di poter ottenere di meglio. Sono in via di formazione nuovi equilibri, quelli che spero diano presto vita alla nascita del Governo Renzi, equilibri che potrebbero mettere in discussione il tutto e portare a soluzioni diverse da quelle prospettate, quindi, perché disperare? In merito al metodo seguito, l’accordo raggiunto con l’odiato Silvio Berlusconi, dico subito che ritengo che non ci fossero alternative, o meglio, un’alternativa l’avrebbe dovuta produrre l’esecutivo a guida Letta e la maggioranza che sosteneva quell’esecutivo, ma come abbiamo visto, ne è stato assolutamente incapace. Non si sottovaluti, poi, la questione dei numeri. L’abolizione del Senato e la riforma del Titolo V, riforme necessarie perché si snellisca l’iter legislativo e si definiscano più produttivamente i rapporti e le competenze dello Stato e delle Regioni, hanno bisogno, per essere approvate e senza che si debba ricorrere ad apposito referendum popolare, di maggioranze parlamentari qualificate, maggioranze che senza i voti di Forza Italia, sarebbe difficile, anzi, impossibile, raggiungere.

Non capisco, poi, il desiderio espresso sempre da coloro che mostrano di avere la puzza sotto al naso, di ricorrere al voto anticipato.

Una Legge Elettorale, quella prodotta dalla sentenza della Consulta, certo, l’abbiamo, ma perché andare al voto con una Legge proporzionale che produrrebbe l’inevitabile ingovernabilità del Paese? Non vale forse la pena di tentare di dare al Paese un Governo che sia capace di affrontare gli urgenti bisogni e problemi e che appropinquandosi il semestre di Presidenza della Comunità Europea da parte dell’Italia, sia nella possibilità di portare in quella sede le impellenti necessità della nostra comunità?

E’ possibile che Renzi fallisca, ma possiamo, onestamente, sperare che ciò avvenga?

Renzi potrà non piacere, come persona e per le idee che propone, io stesso non posso dirmi entusiasta di tutto ciò che il giovane Sindaco di Firenze dice di voler fare, ma le alternative, ammesso che ce ne siano, mi sembrano più nefaste ed improduttive.

Sarebbe bello il non dover essere costretti ad accontentarsi, ma qualche volta l’accontentarsi può essere decisamente utile, sicuramente non dannoso e nocivo.

Alberto Cardone

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