Ha ancora senso il dire di voler difendere un territorio?

Confesso di non riuscire più a reggerli certi ragionamenti, nello specifico, le argomentazioni di coloro che si autoproclamano difensori del loro territorio.

Siete fuori del tempo, ancorati ad idee vecchie ed a contrapposizioni che non hanno più ragion d’essere, l’antica lotta tra municipalismi, che può avere un senso nello sport, con le degenerazioni che ben conosciamo, non certamente in politica, in economia e nei rapporti sociali.

Che vi state a difendere, oggi, al tempo del… premo un pulsante e posso essere contattato, o contattare, in tempo reale, chi è all’altro capo del mondo?

La rivoluzione tecnologica ci ha reso cittadini del mondo, ha abbattuto tutte le frontiere e con esse, molte delle naturali differenze dovute all’essere parte di un territorio, posso, quindi, pensare di dovermi difendere da chi è a un passo da casa mia?

Continuare ad alimentare odi e rancori d’antica data, potrà farvi conquistare qualche consenso, ma non rende giustizia, sicuramente non rende giustizia e non è di alcuna utilità per i nostri figli, che si troveranno sempre più a dover fronteggiare le conseguenze della globalizzazione, processo inesorabile, ineludibile ed inarrestabile.

Un semplice movimento di molecole d’aria generato dal battito d’ali di una farfalla, può causare una catena di movimenti di altre molecole fino a scatenare un uragano.

E’ la metafora della farfalla, che tutti faremmo bene ad avere sempre a mente.

Abbattiamo, dunque, le difese, che da difendere abbiamo ben poco ed apriamoci, apriamoci soprattutto alla conoscenza di quanto avviene attorno e lontano da noi, perché prima o poi ci capiterà di dovervici confrontare.

Se poi ci si vuol proprio dare alla difesa del territorio, ci si impegni nella difesa dell’unico territorio che riconosco, quello naturale, che stiamo ignominiosamente continuando a massacrare.

Alberto Cardone

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