Campania, quale candidato per il centro sinistra alle regionali 2015? (di Alberto Cardone)

campania-libera1Se la destra può ragionevolmente dire di averlo già trovato il suo candidato Governatore in lizza per le prossime elezioni regionali che si terranno in Campania nella primavera del 2015, il Governatore in carica, Stefano Caldoro, nella sinistra il dibattito è ampiamente in corso, in corso tra chi sostiene la necessità d’individuare il candidato tramite apposite primarie, chi sembra volersi auto candidare e chi sostiene la necessità dell’intervento diretto da parte del Segretario nazionale del maggior Partito della sinistra, Matteo Renzi, Segretario nazionale del PD.

Salerno, ovviamente, non può dirsi estranea alla partita che nel 2010 la vide ampiamente protagonista della contesa per la conquista di Palazzo Santa Lucia grazie all’attuale suo Sindaco Vincenzo De Luca e così, impazzano sulla stampa locale notizie d’incontri, ammiccamenti, patti, assi, in vista di una possibile ricandidatura di De Luca, insomma, la riproposizione dello scontro con Caldoro che vide la netta affermazione di quest’ultimo.

De Luca, com’è noto, si è già detto disponibile a partecipare a libere primarie da indirsi per il prossimo mese di ottobre, ma si fanno sempre più insistenti le voci che lo vorrebbero comunque candidato, primarie, o non primarie, a capo di tre liste civiche in stato avanzato di composizione, il tutto mentre a Napoli, la città che nei numeri ha le maggiori potenzialità di esprimere un proprio candidato Governatore, si annaspa nella confusione più totale, ben rappresentata dalle difficoltà che va incontrando nella gestione del PD campano il Segretario regionale di quel Partito, l’On. Tartaglione.

Il rischio è reale e concreto, il rischio che in Campania si resti fermi al 2010, mentre la politica nazionale sembra aver subito uno stravolgimento totale, grazie ai poderosi colpi inferti dal prorompente avvento dell’ex Sindaco di Firenze, Matteo Renzi.
La riproposizione dello scontro già visto pochi anni orsono a chi pensate possa giovare se non a chi in quello scontro parte da una posizione di forza, l’attuale Governatore Stefano Caldoro? E ancora, il diffuso desiderio di nuovo, ampiamente palesatosi nel recente voto di maggio, non sospettate possa catturare l’attenzione ed il consenso dell’elettorato ed indirizzarlo verso soggetti non riconducibili alla storia politica, recente e passata, della nostra regione?

La Campania, mai come in questo momento, ha bisogno di aria nuova, ha bisogno di una politica nuova ed altra, rispetto a quanto abbiamo visto nell’ultimo ventennio, una politica che sia in linea con il cambiamento che va realizzandosi in tutto il Paese.

A mio modesto parere, quell’identico cambiamento non potrà mai realizzarsi se ci si continuerà a muovere entro le stesse logiche e con gli stessi personaggi, che a vario titolo hanno condotto la nostra regione allo sfacelo totale.

Sembra chiara la posizione che vado assumendo in merito alla possibile ricandidatura di De Luca.

De Luca ha avuto la sua opportunità nel 2010, opportunità negatagli dall’elettorato campano, non certamente da forze, o poteri occulti, di conseguenza mi chiedo e chiedo, perché chi ti ha già bocciato nel recente passato, dovrebbe ora, proprio ora, premiarti?

Ai miei occhi, poi, la candidatura di De Luca è una candidatura che può produrre solo e solamente ulteriori divisioni, divisioni delle quali non potranno che beneficiarne altri.

E’ nota la crescente avversione di ampi settori della città di Napoli nei confronti di De Luca, avversione che non è attribuibile solamente al fatto di non essere figlio di quella città.
Il nostro Sindaco ha commesso errori che gli hanno fatto perdere molto del credito pur vantato in passato fuori dai confini della sua città, ad iniziare dalla rinuncia alla guida dell’opposizione nel Consiglio regionale, assenza di leadership che non ha potuto che indebolire il contrasto all’azione della Giunta Caldoro. Le vicende successive, tutte eminentemente politiche, dal repentino cambiamento di fronte, in occasione delle primarie del PD per l’elezione del Segretario nazionale del Partito, all’anno trascorso nel Governo Letta, pur in assenza dell’attribuzione di deleghe, non possono non aver influito sul giudizio che i campani oggi possono dare di De Luca.

In questo quadro si vanno ad inserire le convenienze effettive per la città di Salerno.

Non sarebbe più opportuno per Salerno offrire il suo sostegno ad un progetto di forte e deciso cambiamento per la Campania?

Un’ulteriore probabile sconfitta di De Luca non potrebbe acuire l’isolamento della nostra città rispetto al resto della regione e del Paese?

Garantiremmo, probabilmente, a De Luca, ormai giunto a fine mandato da Sindaco, uno scranno in Consiglio regionale, ma di più non riesco ad ipotizzare.

Tutto questo perché non credo che De Luca possa sperare in alcun modo di affermarsi, non certamente nel quadro politico che si va delineando. Appartiene anch’egli alla storia politica del nostro Paese, storia fatta di luce, ma anche di tante ombre, quella storia che a Roma è già stata messa in soffitta.

Siamo solo agli inizi di una tenzone che vedremo dispiegare tutti i suoi effetti da qui alla prossima primavera. L’augurio che faccio alla Campania è che ciò non distragga dall’affrontare i seri, serissimi problemi che assillano le nostre famiglie. Di chiacchiere ne abbiamo già sentite troppe, sarebbe il caso di evitarne altre.

Alberto Cardone

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