La Fonderia Pisano di Salerno e la libertà d’inquinare per anni (Alberto Cardone)

news68302Quella della Fonderia Pisano di Salerno è una vicenda che possiamo tranquillamente definire tipicamente italiana, nel piccolo, identica a quella che sta vedendo coinvolta l’ILVA di Taranto e che ha fatto meritare allo Stato italiano l’accusa, formulata dalla Corte di Strasburgo, di non aver tutelato la salute dei suoi cittadini.

Sono anni che i salernitani lamentano l’inquinamento dell’aria e dell’acqua perpetrato dalla Fonderia Pisano, senza che le Istituzioni locali abbiano fatto alcun che per accertare, innanzitutto, la fondatezza delle accuse mosse e le eventuali ricadute e gli effetti prodotti sulla salute dei cittadini.

Qualcosa negli ultimi tempi si è mosso, qualcosa è avvenuto, ed è accaduto solo perché un gruppo di salernitani riunitisi in Comitato, il Comitato Salute e Vita, si è strenuamente battuto perché ci fosse finalmente la giusta attenzione nei confronti di un problema che è impossibile negare che non esista.

La mancanza di ascolto e la chiara incapacità di prevenire e programmare di conseguenza, ha prodotto i fatti a cui andiamo assistendo, la sospensione delle attività della Fonderia Pisano e le giuste rivendicazioni di chi ci lavora in quella Fonderia, che vede tragicamente minacciato il suo posto di lavoro.

Perché non si è provveduto a delocalizzare lo stabilimento industriale?

Non lo si è fatto per indifferenza e incapacità, o non lo si è fatto per altre oscure motivazioni?

Sono entrambi interrogativi che ritengo legittimi per due ordini di motivi, il primo, la mostrata disponibilità della proprietà alla delocalizzazione, a seguito della realizzata progettazione di un nuovo impianto dotato di tutte le moderne tecnologie ed il secondo, gli appetiti ed i notevoli interessi economici che insistono nell’aria dove attualmente è allocato lo stabilimento industriale.

Appunterei l’attenzione su quest’ultimo aspetto della vicenda, perché ritengo che proprio lì possa risiedere molto dell’immobilismo passato e dell’attivismo attuale.

La Fonderia Pisano ieri era all’interno della vecchia area industriale di Salerno, dove oltre ad essa insisteva un’altra Fonderia, la Fonderia Salerno, uno stabilimento dell’MCM, industria del tessile, e tante altre attività produttive ormai andate dismesse, oggi, invece, la Fonderia Pisano resiste in un’area pienamente urbanizzata, dove le vecchie attività sono state sostituite da insediamenti abitativi e da centri commerciali in via di realizzazione. Per rendere meglio l’idea, dove era allocata la Fonderia Salerno sono in via d’ultimazione fabbricati destinati a civili abitazioni e progettati dal famoso archi star Fuksas, nell’area un tempo occupata dalla MCM si va realizzando ad opera di Lettieri, si, proprio lo stesso Lettieri oggi ricandidatosi Sindaco a Napoli, un mega Centro Commerciale.

Oltre a derivarne la comprensibile difficoltà di coabitazione, quella ormai nata tra gli insediamenti abitativi e commerciali ed un’industria pesante, non è difficile immaginare quanto interesse possa, dunque, suscitare l’area, la vastissima area attualmente occupata dalla Fonderia.

Se ne deduce che quello che ieri poteva non interessare a nessuno, la delocalizzazione della Fonderia Pisano, oggi può interessare a tanti e perciò ci si sta muovendo, male, ma ci si sta muovendo.

Intanto, intanto ritengo sia grave che ai salernitani sia negato il diritto di conoscere quanti di loro vanno ammalandosi di malattie tumorali e quanti di loro, a seguito di quelle malattie, hanno già perso la vita.

Manca gravemente, infatti, un attento e specifico studio che possa dire la vera incidenza delle malattie tumorali nella nostra città e nelle diverse zone della città, perché si possa avere un quadro della situazione e quindi, rimuoverne le eventuali cause.

Per la verità ai salernitani viene negato anche un più ampio diritto, quello di conoscere la qualità dell’aria che respirano, mancando del tutto, o essendo assolutamente insufficienti, gli appositi dispositivi di rilevamento della qualità dell’aria e questo, non si dimentichi, avviene nella città che qualcuno arditamente, spudoratamente e strumentalmente ha definito essere una città pienamente europea.

La salute, innanzitutto, ma visto lo stato delle cose, è difficile credere che ai salernitani possa essere garantita.

Il mio scetticismo è dato, più in generale, dall’evidente fine del processo di riqualificazione della città, che pure si era iniziato negli anni novanta.

E’ ripreso il consumo di suolo, attraverso una nuova e non necessaria colata di cemento, quella che va occupando le ultime aree libere della città, per esempio, l’area delle ex Terme Campione, nei pressi dello Stadio Arechi e sulle colline tutte attorno e nulla si va facendo sul fronte della mobilità, la fonte del come detto non quantificabile inquinamento atmosferico.

Sul fronte delle acque, anche su questo fronte, nulla si è fatto e nulla si va facendo, perché vengano rimosse le cause dell’inquinamento del nostro mare, bello da vedersi in cartolina, ma non certamente consigliabile ai fini della balneazione.

La Fonderia Pisano è un cancro nella città di Salerno, ma non si pensi che sia l’unico e nascondere la realtà farà pure guadagnare qualche voto, ma non rende giustizia.

Alberto Cardone

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