La conquista del consenso ai giorni nostri (di Alberto Cardone)

urne_3Il costo della politica ed il suo finanziamento si son fatti entrare prepotentemente al centro del dibattito, facendo credere che lì risiedano le cause dei nostri problemi.

Si è fatto si, per esempio, che gli scontrini diventassero uno strumento fondamentale per poter giudicare della qualità dei nostri amministratori, salvo, poi, scoprire, che i censori dei comportamenti considerati poco limpidi erano essi stessi poco limpidi.

La chiara strumentalizzazione perpetrata da alcune forze politiche di un tema che era facile prevedere potesse catturare l’attenzione dell’opinione pubblica, ha indubbiamente garantito importanti successi elettorali, successi dimostratisi fin da subito fuochi di paglia, vista la dimostrata incapacità di chi li ha ottenuti.

Il tema va affrontato, ma non nei termini e nei modi con cui lo si è fatto fin qui.

La corruzione, il malaffare e la diffusa illegalità, che permeano non solo la politica, ma tutta la società italiana, non si combattono con gli slogan, o con la pura propaganda.

Sarebbe auspicabilee che ci si adoperi perché possano essere rimosse le ragioni storiche e culturali che inducono la stragrande maggioranza degli italiani ad avere un rapporto distorto con tutto ciò che è pubblico e quindi e di conseguenza, con la politica, vista non come l’arte di governare la società, ma come un possibile strumento per sistemare i propri affari.

La campagna elettorale, che va in questi giorni svolgendosi, va esattamente nella direzione opposta a quella sperata.

Ovviamente il mio giudizio è legato a quanto vedo accadere nella mia città, anche se non nascondo la convinzione che altrove si stia facendo esattamente lo stesso.

Partirei da una prima considerazione, l’elevato numero di candidati, che stride con la diffusa disaffezione nei confronti della politica.

In una piccola città come Salerno pare incredibile che 10 possano essere gli aspiranti alla carica di Sindaco, sostenuti, poi, da 23 Liste e da ben 700 candidati in quelle Liste. Questi numeri potrebbero essere giudicati da un osservatore esterno frutto di un dibattito vivace ed interessato sul futuro della città ed invece, sono solo il risultato della strategia scelta perché la parcellizzazione del voto renda meno certa e consistente la vittoria del candidato ritenuto favorito, trascinato, magari, al doversi confrontare in un turno di ballottaggio. Ovviamente, non mancano i personalismi, gli egocentrismi, il puro desiderio narcisistico di visibilità, difetti umani che non dovrebbero trovare posto in politica, ma tant’è, ci sono pure loro.

Il risultato è facile immaginarlo, sui salernitani stanno piovendo una moltitudine di fesserie e di affermazioni bislacche, quali quelle del candidato Sindaco che vuole cacciare i politici candidandosi egli stesso a diventarlo, o di un altro candidato Sindaco che ha scelto quale slogan “Senza Compromessi”, che detto da chi è presente in Consiglio Comunale da anni ed ha militato in diverse formazioni politiche suona piuttosto anacronistico. Non manca, poi, chi si erige a difensore della famiglia, chi si candida perché è più a destra della destra, qualche giovanotto di belle speranze, che cerca di conquistare gli spazi lasciati vuoti ed il più interessante di tutti, il favorito, il candidato Sindaco controfigura, colui che si candida in nome e per conto di…, nell’attesa che i figlioli di… possano continuarne la dinastia.

Tra i 700 candidati al Consiglio Comunale, pochi ne masticano di politica, la maggioranza di loro ne sa meno di mio figlio, che per età non ha ancora maturato il diritto al voto, i più certamente sconosciuti, o meglio, conosciuti solo dai loro amici e parenti più stretti.

Al di là delle fesserie che si è costretti ad ascoltare, quello che non può balzare agli occhi è l’enorme impiego di risorse economiche che si vanno mettendo in campo, risorse personali, non certamente derivanti dai Partiti, per giunta scarsamente, o niente affatto rappresentati.

Ai tradizionali manifesti, volantini, santini e spot televisivi, un’altra ingente fonte di spesa è rappresentata dai “Comitati Elettorali”, comprensibili per i capi Lista, per i candidati a Sindaco, eccessivi per i candidati al Consiglio Comunale. Se ne stanno aprendo a centinaia in città, con notevole impiego di forza lavoro, i “volontari” addetti alla loro apertura, spesso giovani disoccupati, attirati dalla prospettiva di avere un giorno un “amico” nell’Amministrazione Comunale.

Unica magra consolazione, il movimento economico che la campagna elettorale va producendo, effimero, certo, ma pur sempre denaro che va in circolo e momentaneamente allevia le difficoltà di qualcuno.

Possiamo, dunque, sperare che nei pensieri dei candidati ci sia il solo voler offrire il proprio disinteressato contributo alla crescita della comunità?

Al momento quello che appare evidente è il diffuso disinteresse dei salernitani per una campagna elettorale che pure va decidendo il futuro della città, disinteresse che non potrà non indurre tanti a godere del ponte festivo.

Più che di scontrini, per favore, discutiamo di altro, perché possa essere ridata credibilità alla politica, nello specifico, si potrebbe cominciare con l’apportare correttivi alla Legge Elettorale per l’elezione dei Sindaci, che se da un lato garantisce stabilità nella conduzione delle Amministrazioni, dall’altro affida uno scarsissimo ruolo alle opposizioni e produce, per l’appunto, le campagne elettorali che andiamo vivendo.

Nell’attesa di tempi migliori, buona campagna elettorale ai candidati e buon voto per chi avrà lo stomaco di partecipare. Personalmente, ho ancora da decidere se mettere a dura prova il mio stomaco, o se piuttosto non sia il caso di andare a caccia di un pò di sole.

Alberto Cardone

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in I Miei Articoli e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.