Il ruolo dei Cinque Stelle e degli italiani da loro rappresentati (di Alberto Cardone)

movimento-5-stelle-479022.610x431A distanza di tre anni dalle Elezioni politiche che videro il largo successo dei Cinque Stelle è il caso di chiedersi: come stanno rappresentando il 25% del popolo elettore? Quali i risultati che possono vantare di aver ottenuto?

Perché si possano ottenere risposte esaustive, ritengo necessario partire innanzitutto dall’analisi del perché allora 1/4 di coloro che parteciparono a quel voto, decisero di accreditare il loro consenso al Movimento guidato da Grillo e Casaleggio.

Venivamo, allora, da un periodo assai triste per la nostra democrazia. Le pressioni esercitate dai nostri partner europei e dai mercati finanziari decretarono la fine del Governo a guida Berlusconi e portarono alla nascita del Governo tecnico a guida Monti, esecutivo a cui fu demandato il compito dalla politica, tutta la politica, di attuare i diktat della Commissione europea.

Ne seguì l’adozione di provvedimenti pesantissimi per gli italiani, quali la ben nota riforma delle pensioni detta Fornero, provvedimenti che restano, e resteranno ancora per molto tempo, alla base delle nostre pene.

In questo quadro si inseriscono i Cinque Stelle, che riescono, a botta di vaffa urlati nelle piazze, ad intercettare il crescente malcontento verso la politica ed il suo fallimento.

Anche il PD, per la verità, poco prima del voto “dette una mano” a Grillo e i suoi, grazie ed in occasione delle primarie per la scelta del candidato Presidente del Consiglio dei Ministri del centrosinistra. Come dimenticare i numerosi tentativi messi in campo per arrestare l’impetuosa avanzata di Renzi, visto, da gran parte del Partito e dell’elettorato, quale unica possibile risposta all’antipolitica e concreta speranza di un rinnovamento da realizzarsi grazie alla promessa rottamazione.

Il voto che ne seguì fu l’inevitabile conseguenza e la chiara espressione del larghissimo malcontento provato dagli italiani e restituì un Parlamento senza una chiara maggioranza.

Nacque sin da subito la generale speranza che la gratificazione ottenuta inducesse i grillini al realismo, quello che avrebbe dovuto convincerli a tramutare il consenso ricevuto in una forza capace d’incidere e condizionare le scelte che il Parlamento era chiamato a compiere, invece, come fu subito chiaro e fin dalla diretta streaming dell’incontro con l’allora Segretario del PD, Bersani, i Cinque Stelle decisero di ridurre alla marginalizzazione il 25% degli elettori.

E’ possibile che l’evidente impreparazione dei Cinque Stelle, insieme ad una chiara mancanza di esperienza, li abbia indotti a rintanarsi nella pura ed inconcludente protesta, espressa attraverso le numerose sceneggiate ad uso e consumo dei media portate in Parlamento?

E’ possibile, come è possibile che si sia voluto fare affidamento sulla crescita del malcontento dovuto all’incapacità della “vecchia” politica di rimuovere le cause di quel malcontento.

Le occasioni non sono mancate perché i Cinque Stelle dimostrassero di essere altro rispetto a quello che ancora oggi sono, a partire dal dibattito sulla possibile riforma della Carta Costituzionale e per l’approvazione della nuova Legge Elettorale ed anche in occasione dell’elezione del Presidente della Repubblica e della Legge sulle unioni civili.

Certo, di proposte ne sono venute dal Movimento, ma proposte palesemente irricevibili, probabilmente formulate con il solo chiaro intento di attribuire ad altri e non a sé la mancanza di un possibile e fruttuoso dialogo.

Ai miei occhi, dunque, non può che apparire impalpabile ed inconcludente la presenza fin qui dei grillini in Parlamento, presenza che offende ed è in spregio ai milioni di italiani che votandoli avevano manifestato il loro malcontento, ma che certamente nutrivano anche la speranza in qualcosa che si mostrava diverso.

Questo è quanto fatto dai Cinque Stelle in Parlamento ed a livello locale, come si sono comportati a livello locale?

Le cronache degli ultimi mesi ci hanno portato a conoscenza di fatti che certamente non ci aspettavamo potessero vedere coinvolto un Movimento che professa l’onestà quale valore assoluto, la stessa onestà gridata ed invocata in occasione dei recenti funerali di Casaleggio.

Più che le vicende che hanno visto coinvolti i Sindaci di Livorno e di Parma, vicende puramente riconducibili alla manifesta incapacità di essere dei buoni amministratori, mi preme sottolineare la gravità di quanto accaduto a Quarto.

Preciso subito che a spaventare ed a destare in me scandalo non è stato il comportamento tenuto dal Sindaco, ma la palese dimostrazione di quanto sia poco permeabile il Movimento e facilmente scalabile, da chiunque, anche e pericolosamente dalle organizzazioni criminali, né più, né meno, anzi, forse più di altre formazioni politiche. Mi riferisco al Consigliere Comunale eletto nella Lista dei grillini sospeso perché sospettato di appartenenza, o collusione, con la camorra.

In breve, si è dimostrato quanto sia facile entrare a far parte del Movimento e conquistarne una candidatura. All’abbisogna, basta trovare un buon numero di persone, anche solo un centinaio, disposte, un po’ di tempo prima che si tengano le elezioni, ad iscriversi al Blog dei Cinque Stelle.

A dimostrazione di quanto sia vero quello che ho qui affermato, anche se in termini sicuramente diversi da quelli visti a Quarto, dove la gravità è data dalla possibile infiltrazione della criminalità, Salerno, altra conferma di quanto sia facilmente scalabile il Movimento.

A Salerno, nel breve volgere di due anni, un giovanotto di belle speranze e tanta ambizione, non certamente un grillino della prima ora, è riuscito ad imporsi quale candidato Sindaco del Movimento nella consultazione degli iscritti, sbaragliando i suoi avversari, gli storici aderenti e riconosciuti combattenti. Potete immaginare la sorpresa e l’imbarazzo che ne sono scaturiti ed è stato tanto l’imbarazzo provato che i successivi passi compiuti hanno potuto portare ad un solo risultato, l’assenza dei grillini dalla prossima consultazione elettorale.

Qual’è, in sintesi, il mio giudizio del Movimento Cinque Stelle?

Inconcludenti, incompetenti, inaffidabili.

Affascinante l’idea di portare nelle Istituzioni semplici cittadini, sicuramente utopica, perché politici e buoni amministratori non ci si può inventare.

Tanto altro ci sarebbe da dire sulla gestione del Movimento, sulla sua democraticità e sulla sua coerenza, argomenti che saranno magari oggetto di un nuovo mio scritto.

Chiudo ricordando che la politica resta un’arte nobile e difficile. Quello che possiamo fare è restare in attesa di veri artisti.

Alberto Cardone

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