Il crescente successo del Partito dei senza Partito (di Alberto Cardone)

astensionismo (1)La crisi della politica nel nostro Paese è testimoniata dalla crescita esponenziale che negli ultimi anni ha avuto il Partito dei senza Partito, aventi diritto al voto che per disaffezione e disinteresse nei confronti della politica, decidono volontariamente di astenersi dal voto.

E’ grave che milioni d’italiani non riescano a trovare nella moltitudine di sigle che pure affollano la nostra politica, chi possa degnamente rappresentarli ed è sinceramente difficile dare loro torto, dal momento che la maggior parte di quelle sigle sono spesso il frutto di personalismi, di tatticismi, di pura convenienza.

Basta dare un rapido sguardo a quanto è avvenuto nel nostro Parlamento nei tre anni trascorsi dall’inizio dell’attuale legislatura, la transumanza di parlamentari da un gruppo ad un altro e la nascita di nuovi gruppi, il tutto in barba al mandato ricevuto dagli elettori.

Certo, l’Articolo 67 della Costituzione sancisce il principio del libero mandato per i nostri parlamentari, ovvero sia, ogni singolo parlamentare non è vincolato da alcun mandato né verso il partito cui apparteneva quando si era candidato, né verso il programma elettorale, né verso gli elettori che lo hanno eletto, ma non si può certamente dire che non si sia fatto un chiaro abuso della norma, spesso per mera convenienza personale, in barba ad un principio non scritto ed evidentemente sconosciuto, la coerenza. Da non sottovalutarsi gli effetti prodotti, il ribaltamento delle maggioranze, anche queste in barba alla volontà espressa dagli elettori. Con questo non voglio dire che non sia legittimo cambiare opinione, anzi, ritengo segnali apertura mentale e capacità di ragionamento, ma allora, si agisca di conseguenza, facendo l’unica cosa giusta, dimettendosi da tutti gli incarichi detenuti. Si badi, poi, che il principio sancito dalla nostra Carta Costituzionale era stato pensato perché andasse di pari passo ad un sistema elettorale proporzionale e con l’attribuzione delle preferenze, non certamente con il Porcellum, in cui l’elettore è tenuto ad esprimere il proprio voto ad una Lista di candidati preconfezionata. L’Italicum, la Legge elettorale recentemente approvata e con la quale gli italiani saranno chiamati al rinnovo del Parlamento nel 2018, potrebbe in parte sanare l’evidente contraddizione sul libero mandato.

Attribuisco, dunque, ed in gran parte, la crescente disaffezione nei confronti della politica alla sensazione che ha l’elettore, che poi sensazione non è, che il suo voto non conti nulla.

Non è un caso, infatti, che non abbia fin qui citato la pur diffusa corruzione dell’attuale classe politica, ritenendo essa un fatto endemico e ben radicato nella società italiana, di cui, appunto, la politica non può che esserne la plastica dimostrazione. Che la disonestà non rappresenti la causa dell’astensionismo dal voto, è ulteriormente testimoniato dal fatto che nemmeno le forze politiche che pure dicono di essere la risposta, riescano ad intercettarlo.

Pur ed evidentemente appassionato alla materia, devo confessare la mia convinta adesione, negli ultimi tempi, al Partito dei senza Partito.

Comincio subito col chiarire che credo sia stupido pensare di potersene disinteressare, perché chi ci amministra, a livello nazionale, come a livello locale, ha il potere di determinare fortemente il nostro futuro e l’andamento della nostra vita. Nonostante questa considerazione, vivo una profonda crisi interiore dovuta alla non accettazione di chi dovrebbe e potrebbe rappresentare i miei ideali e le mie convinzioni, non condividendone il modus operandi e le strategie seguite. Chiarisco ulteriormente, affinchè non vi siano fraintendimenti, che le mie critiche sono tutte e solo indirizzate nei confronti della politica locale e di chi a questo livello potrebbe rappresentarmi.

Posso capire tutte le possibili osservazioni e critiche nei confronti di questa mia posizione, ma comunque si sappia che non la cambierò, perché a nessuno è consentito di fare proprio ed utilizzare il mio voto, come purtroppo è avvenuto in passato.

Siamo alle porte di una nuova tornata elettorale, il voto del 5 giugno, per il rinnovo di numerose Amministrazioni locali. Da sempre sono le votazioni che hanno visto una maggiore partecipazione, grande, quindi, è la curiosità di vedere il risultato che otterrà il Partito dei senza Partito.

Casomai si dovesse registrare un forte astensionismo, non lo si attribuisca, per favore, alla data scelta per il voto. Chi ha forti convinzioni e le vuole esprimere attraverso il suo voto, non se ne va certamente al mare.

Piuttosto, ci si interroghi sulla qualità della campagna elettorale che stiamo vivendo e sulla qualità dei suoi protagonisti.

Alberto Cardone

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