Cari Travaglio e Bersani, mi avete convinto. Al referendum di ottobre voterò SI (di Alberto Cardone)

card_basta_un_siNel mentre ero impegnato a cercare di capirci qualcosa, così da poter arrivare al momento del voto con le idee il più possibile chiare ed effettuare una scelta convinta e consapevole, ascolto quanto hanno da dire sul tema Marco Travaglio, il Direttore de Il Fatto Quotidiano, e Pier Luigi Bersani, l’ex Segretario PD e leader della minoranza di quel Partito e tutto, d’improvviso, mi appare inevitabile.

Al referendum confermativo della riforma di parte della nostra Carta Costituzionale, così come è stata approvata in doppia lettura dal Parlamento, non potrò che votare convintamente SI, anzi, da oggi parte il mio fattivo impegno a sostegno dell’approvazione di quella riforma.

Di Travaglio, ospite della trasmissione condotta da Lilli Gruber su LA 7, mi ha convinto la prima risposta data.

Nella sostanza la giustificazione addotta a sostegno del suo NO al referendum è stata la seguente:

posso votare NO perché appartengo ad una generazione che si è già affermata nella vita, non a caso sono Direttore di giornale, e quindi, privo della necessità che altri hanno di dover assecondare la politica, ed in particolare chi ci governa, per poterne ricavare percorsi agevolati, o incarichi di qualsiasi tipo, condizione, quest’ultima, che vedo appartenere in massima parte a coloro che sostengono il SI.

La mia istintiva reazione alle parole così boriosamente pronunciate da Travaglio non poteva che essere una sola, quella di cambiare immediatamente canale.

So bene che il personaggio in questione, convinto com’è di essere nel giusto e di essere il portatore della verità assoluta, non è certamente il più adatto perché se ne possa trarre maggiore conoscenza, ma affermazioni così sfacciate, certamente offensive, non me le sarei aspettate, non sicuramente all’inizio di un dibattito che vedeva come altra protagonista la politologa Elisabetta Gualmini, fatta chiaramente oggetto, ancor prima di pronunciare una sola parola, di un’aggressione verbale assolutamente non meritata.

Cambiato immediatamente canale incoccio nel resoconto su di una All News delle ultime dichiarazioni rese da Pier Luigi Bersani e ne rimango profondamente sconvolto.

Bersani, in poche parole, pone la seguente condizione:

voterò SI al referendum sempre che si proceda ad una modifica dell’Italicum, la Legge Elettorale anch’essa recentemente approvata dal Parlamento.

Che dite, lo si può considerare un RICATTO bello e buono?

Direi proprio di si, ulteriore palese dimostrazione della grave crisi di idee e proposte di una parte del PD, la sua parte minoritaria.

Più che comprensibile la reazione della maggioranza del Partito, che ha immediatamente escluso l’accettazione del proposto compromesso, pardon, ricatto.

Alla luce delle sue affermazioni, viene naturale chiedere a Bersani:

Caro Pier Luigi, dov’eri mentre si discuteva della riforma costituzionale nella Direzione del tuo Partito? Dov’eri mentre i due rami del Parlamento votavano, e per più volte, la modifica agli Articoli oggi sottoposti all’approvazione del popolo italiano? Dov’eri mentre si procedeva al varo dell’Italicum?

Una sola cosa appare chiara, l’incapacità di un gruppo dirigente, ex gruppo dirigente, che in vent’anni e più di protagonismo non ha concluso nulla di utile e fruttuoso per il Paese, che ha saputo, anzi, voluto garantire a Berlusconi l’agibilità politica, favorendo, in fin dei conti, la nascita ed il successo del fenomeno Renzi. Giorgio Napolitano, conscio di quello che andava accadendo, conscio, soprattutto, dell’imminente catastrofe, ha affidato a Renzi il compito di realizzare ciò che in vent’anni e più non si era stati capaci di realizzare, la riforma costituzionale oggi al vaglio degli italiani, estremo tentativo perché venga restituita credibilità e autorevolezza alla nostra politica ed al nostro Governo, necessari, poi, perché si possa far ascoltare la nostra voce e considerare le nostre necessità nei consessi internazionali in cui siamo parte.

Travaglio e Bersani non posso che ringraziarli per aver fugato in me qualsiasi dubbio, a proposito della necessità che abbiamo di liberarci finalmente delle chiacchiere inutili, quelle che per troppo tempo abbiamo dovuto ascoltare.

Sono in atto profondi cambiamenti a livello globale, cerchiamo, dunque, e nei limiti del possibile, di guidarli, di esserne protagonisti, se non vogliamo rimanerne travolti.

Ci attende da qui a ottobre un’estenuante confronto, confronto che certamente, visti i toni fin qui usati, non è iniziato nel migliore dei modi. Si saprà condurre un dibattito serio ed approfondito? Viste le condizioni date c’è da dubitarne. Forse, chissà, e per l’appunto, le cose potrebbero migliorare, e di molto, dopo l’approvazione da parte degli italiani della riforma costituzionale.

Alberto Cardone

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in I Miei Articoli e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.