Ritrovare la Democrazia

La democrazia non è solo un insieme di regole e di procedure. E’, prima di tutto, l’idea che una comunità possa determinare il proprio destino, che non sia in balia degli eventi o di una qualche forza superiore. E’ questa idea che abbiamo smarrito negli ultimi tempi, tra spread e abusi della casta. Gli italiani non hanno più la sensazione di essere padroni del proprio destino. E, anziché rappresentare un fattore di chiarezza – lo strumento per valutarele opzioni e compiere una scelta – la politica è diventata un’ulteriore fonte di caos. Uno specchio deformante che rimanda agli italiani l’immagine peggiore e più confusa del nostro Paese. Ecco perché bisogna partire da lì. La politica non è credibile se continua a chiedere sacrifici senza mai farne. Non è demagogia: sono risparmi veri ed è il segnale che nessuno è al di sopra del rigore che la crisi ci impone.

Soprattutto, è il modo per richiamare la politica alla sua missione: essere lo strumento attraverso il quale i cittadini decidono del proprio futuro.

a. Basta con il bicameralismo dei doppioni inutili.

Cominciamo dalla testa. Il Parlamento, la sede della rappresentanza in cui si riflette la sovranità popolare, è oggi tra le istituzioni più denigrate e screditate, anche perché è inefficiente. Quasi mille componenti e due camere che fanno lo stesso mestiere, entrambe titolate a dare e togliere la fiducia al Governo, con due serie di Commissioni che operano sulle stesse materie, due filiere dirigenziali, doppie letture su tutte le leggi, non hanno nessuna giustificazione. Una delle due camere va semplicemente abolita. Ne basta una sola, veramente autorevole, composta da non più di 500 persone. Al posto dell’attuale doppione serve un organo snello, composto da delegati delle Regioni e da sindaci, che possa proporre emendamenti alla legislazione statale su cui la Camera elettiva decide in ultima istanza, eventualmente a maggioranza qualificata.

b. Una legge elettorale per scegliere i parlamentari e il governo.

Adottiamo per il livello nazionale un modello istituzionale che consenta ai cittadini di scegliere chi governa, come già accade nelle nostre città, dove l’elezione diretta dei sindaci ha prodotto ottimi risultati. I deputati devono essere scelti tutti direttamente, nessuno escluso, dai cittadini.

Allo stesso tempo, i cittadini devono poter scegliere un leader messo in condizione di governare per l’intera legislatura e di attuare il programma proposto alle elezioni, come in Gran Bretagna o in Spagna, dove non a caso i governi durano a lungo, i primi ministri entrano in carica abbastanza giovani e dopo al massimo dieci anni passano la mano ed escono di scena.

c. La politica non sia la via breve per avere privilegi.

Aboliamo tutti i vitalizi. La politica torni a essere assolvimento di un dovere civico e non una forma di assicurazione economica. Le risorse spese per i singoli Parlamentari devono essere portate alla media europea, distinguendo nettamente le indennità dalle risorse messe loro a disposizione per l’esercizio dell’incarico, che devono essere amministrate dagli uffici del Parlamento. I consiglieri regionali, per parte loro, devono avere un compenso e, chiaramente distinto da questo, un budget per le attività di servizio uguale in tutte le regioni. Deve essere definito il “costo standard” per il complessivo funzionamento delle assemblee legislative regionali fissandolo ad un valore compreso tra gli 8 e i 10 euro annui per abitante.

d. I partiti organizzino la democrazia, non siano enti pubblici.

Il finanziamento pubblico va abolito o drasticamente ridotto, condizionandolo al fatto che i partiti abbiano statuti democratici, riconoscano effettivi diritti di partecipazione ai propri iscritti e selezionino i candidati alle cariche istituzionali più importanti con le primarie. Occorre favorire il finanziamento privato sia con il 5 per mille, sia attraverso donazioni private effettuate in maniera trasparente, tracciabile e pubblica. Siccome oggi, grazie a internet, chiunque può produrre a costo zero il suo bollettino o il suohouse organ, i contributi alla stampa di partito vanno aboliti.

e. La sussidiarietà e la chiarezza delle responsabilità come principi di base.

Il potere e la responsabilità di dare ai cittadini risposte concrete devono essere nitidamente distribuiti tra centro e periferia, superando le confusioni dei ruoli e abbandonando la retorica fumosa sul federalismo. Diamo responsabilità effettive dove servono, a chi le può esercitare sotto l’impulso e il controllo dei cittadini: al governo centrale, alle regioni e ai sindaci. Eliminiamo le strutture inutili, completando l’opera appena avviata dal Governo Monti di aggregazione degli enti intermedi, drastica riduzione delle province e degli organi periferici dello Stato. Riformiamo da subito il Patto di Stabilità, in coerenza con il sistema dei conti europeo, premiando i Comuni virtuosi che hanno i conti a posto e vogliono investire sul loro futuro.